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Stai visualizzando i post della categoria Genitori e figli (Mostra tutti)
giu giugno 20 2018 18

Angela Marchese

La depressione comincia in adolescenza. E non va ignorata


Secondo i dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutto il mondo sono 350 milioni le persone che soffrono di depressione, disturbo che colpisce maggiormente i giovani tra i 10 e i 19 anni di età. Ciò che maggiormente preoccupa gli esperti è che la depressione sia diventata uno dei motivi principali di invalidità per i giovani e il suicidio rappresenta la terza causa di morte in adolescenza.
La metà di tutti i disordini mentali di cui soffrono gli adulti cominciano intorno ai 14 anni di età, ma nella maggior parte dei casi non vengono riconosciuti e trattati. E’ importante monitorare attentamente bambini e ragazzi ed indirizzarli verso percorsi di cura adatti.

Quali sintomi indicano la depressione in un adolescente

L’adolescenza è la fase evolutiva della vita che l’individuo attraversa nel passaggio dal mondo infantile a [Continua]

mar marzo 19 2018 18

Angela Marchese

Abusi sessuali sui minori


Aumentano le richieste di aiuto per violenza sui minori. Secondo una recente indagine realizzata da Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa Kids, le violenze su bambini e adolescenti sono sempre più diffuse. Nel 70% dei casi l'abuso si consuma fra le mura domestiche. Le bambine sono più spesso vittime di abusi sessuali, anche se il numero delle vittime maschili è comunque significativo. Quasi mai vengono denunciate.

Su un totale di 2210 casi gestiti sulla linea 114, nel periodo compreso tra gennaio 2015 e gennaio 2016 il 10% dei casi segnalati riguarda l’abuso sessuale. La maggior parte degli abusi vengono compiuti da persone vicine alla vittima, per lo più appartenenti allo stesso nucleo familiare. I dati raccolti nel dossier fanno i conti con la difficoltà di registrare effettivamente tutti i casi. In Italia infatti è difficile far emergere completamente un fenomeno che [Continua]

gen gennaio 27 2018 18

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività

  • 27/01/2018

Sono ormai diversi anni che molti genitori si rivolgono al pediatra, allo psicologo e al neuropsichiatra infantile per il proprio figlio perché non sta mai fermo, non riesce a concentrarsi, a mantenere l'attenzione su un compito e controllare l'impulsività sia verbale che motoria. I genitori lo descrivono come un bambino immaturo, difficile da gestire a casa, a scuola e in altri ambienti.
Questa descrizione è tipica dei bambini che soffrono del "disturbo da deficit di attenzione e iperattività" (ADHD), cioè di uno specifico quadro clinico caratterizzato da disattenzione, iperattività e impulsività. Le sue manifestazioni compaiono durante i primi anni di vita, cambiano con la crescita e alcuni sintomi possono persistere nell'adolescenza e nell'età adulta.

La disattenzione si manifesta soprattutto come una difficoltà a concentrarsi e a mantenere [Continua]

feb febbraio 24 2017 17

Genitori troppo presenti e protettivi fanno male ai figli

  • 24/02/2017

"Stai attento, non prendere freddo"; "Mi raccomando vai piano"; "Fammi uno squillo quando arrivi"; "Stai bene? Tutto a posto?"; "Non andare in giro col buio"; "Con chi esci? Dove vai? Cosa fai?". Se queste frasi fossero pronunciate una volta ogni tanto, non ci sarebbe nulla di male. Parlerebbero di un genitore che si interessa della vita e della sicurezza del proprio figlio.
Il problema sorge quando frasi simili vengono espresse in modo continuo, quasi ossessivo, non solo a figli piccoli, adolescenti, ma anche a giovani adulti che già lavorano, o vanno all'università e magari stanno mettendo su famiglia. In tal caso rivelano un genitore apprensivo, che vive la crescita del figlio (la sua progressiva autonomia, il suo andare nel modo, l'ampliamento delle sue relazioni) in modo angosciante: vede pericoli ovunque, li vede enormi, imminenti, pronti a colpire e [Continua]

nov novembre 28 2016 16

Come spiegare il terremoto ai bambini

  • 28/11/2016

Il terremoto che ha devastato il Centro Italia è tutt'ora un argomento attuale. Le immagini che abbiamo e continuiamo a vedere in televisione generano molti dubbi e angoscia non solo negli adulti, ma ancor più nei bambini. Sia che si tratti di bambini che stanno vivendo in prima persona questo trauma sia che vedano le immagini in TV, far finta di nulla è controproducente, perché alimenta in loro paura e insicurezza. Situazioni drammatiche come guerre, attentati o catastrofi naturali sono eventi che arrivano anche ai loro occhi e alle loro orecchie. Per questo è importante trovare il tempo e le parole adeguate per spiegare questi eventi traumatici, ascoltare le loro domande, anche se ripetitive e insistenti e rispondere con sincerità.

Una prima indicazione fondamentale è spiegare ai bambini che nonostante la paura che ci trasmette il terremoto, ci sono molte persone [Continua]

set settembre 23 2016 16

La Dislessia Evolutiva

  • 23/09/2016

Comincia un nuovo anno scolastico e genitori e insegnanti si trovano a fronteggiare nuovi programmi e nuove difficoltà legate all'apprendimento degli studenti. Scarsa motivazione, difficoltà a studiare, difficoltà nella lettura, nella scrittura o nella matematica sono alcune tra le lamentele più frequentemente riscontrate, spesso erroneamente attribuite a problemi emotivi o relazionali, ad un approccio sbagliato di genitori o insegnanti, oppure a scarso impegno da parte dell’allievo che, con più esercizio, potrebbe migliorare. Non sempre questa risulta essere la lettura più appropriata, in molti casi la spiegazione di tali sintomi va ricercata nella manifestazione di un disturbo specifico dell’apprendimento DSA, come la dislessia evolutiva. Di seguito forniamo alcune indicazioni utili ad identificare precocemente i segnali della dislessia e ad intervenire efficacemente per [Continua]

mar marzo 21 2016 16

Angela Marchese

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)


I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) riguardano un gruppo di disabilità in cui si presentano significative difficoltà nell'acquisizione e utilizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo.
La principale caratteristica di questa categoria è proprio la “specificità”, ovvero il disturbo interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilità indispensabile per l’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Ciò significa che i DSA riguardano bambini intelligenti, che non hanno problemi sensoriali alla vista o all'udito, né neurologici e che hanno avuto adeguate possibilità di familiarizzare con la lingua scritta.

Come si manifestano

La Dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o [Continua]

feb febbraio 25 2016 16

Angela Marchese

Le paure nell'infanzia e nell'adolescenza


La paura è antica quanto l’uomo. Essa può venire considerata come un meccanismo autoprotettivo utile alla crescita del bambino, in quanto attiva alcune reazioni che servono a difenderlo dai potenziali pericoli che provengono dall'ambiente. Le paure sono frequenti nella vita dei bambini e cambiano in base all'età: se nell'infanzia ci si trova di fronte a paure di tipo più “irrazionale” (mostri e fantasmi), crescendo esse divengono sempre più complesse ed articolate, interessando la sfera sociale e relazionale (ad es. la paura di apparire inadeguati). La paura può diventare patologica quando si attiva senza che vi sia un pericolo reale, o quando si manifesta con una intensità eccessiva, decisamente sproporzionata allo stimolo che l’ha provocata.

Le paure più frequenti nell'età evolutiva

La paura del buio è certamente una tra le più [Continua]

ott ottobre 27 2015 15

Angela Marchese

Rifiuto della scuola e fobia scolare


La fobia della scuola è una condizione di disagio che si manifesta con il rifiuto da parte del bambino o dell’adolescente di andare a scuola. Il bambino può riuscire ad andare a scuola la mattina e poi chiedere di chiamare i genitori per farsi riportare a casa, dopo poche ore. Oppure comincia ad agitarsi già nel momento in cui deve uscire da casa: piange, urla, supplica i genitori di non essere portato in classe.

La fobia scolare esordisce in infanzia intorno ai 5-6 anni, oppure in bambini di età compresa tra i 10-11 anni, mentre in adolescenza può verificarsi tra i 12 e i 15 anni, per lo più negli anni scolastici di passaggio. La sua insorgenza sembra spesso immotivata in quanto si tratta, nella maggior parte dei casi, di ragazzi intelligenti e studiosi con buona resa scolastica.

Quali sono i sintomi:

ansia elevata nel momento in cui il bambino esce [Continua]
ott ottobre 17 2014 14

Allarme cyberbullismo: 1 studente su 4 subisce o perseguita. Consigli per i ragazzi, gli insegnanti e i genitori

  • 17/10/2014

Come nel mondo reale ci sono bulli che usano violenze fisiche o psicologiche nei confronti dei compagni, così nel mondo “virtuale” esistono persone che, avvantaggiate dall'anonimato, usano il Web per esercitare la loro prepotenza. È questo il fenomeno del cyberbullismo, una forma di molestia condotta tramite mezzi elettronici e più specificatamente e-mail, siti web, chat, blog, telefoni cellulari.
Secondo una ricerca realizzata nel 2013 da Ipsos e Save the Children, risulta che 4 minori su 10 sono testimoni di atti di bullismo online verso coetanei, percepiti “diversi” per aspetto fisico (67%), per orientamento sessuale (56%) o perché stranieri (43%).
Il bullismo virtuale si differenzia da quello reale per l’anonimato del molestatore, la sua difficile reperibilità e l’assenza dei limiti [Continua]

set settembre 10 2014 14

Ricomincia la scuola: ecco alcuni consigli utili per genitori e figli

  • 10/09/2014

È arrivato settembre e ricomincia la scuola. Insegnanti, bambini e famiglie sono coinvolti negli ultimi preparativi, prima della partenza.
I bambini vivono molto intensamente questo periodo, che si carica di aspettative, curiosità, ma anche di ansie e timori e un po’ di malinconia per la fine del periodo estivo. Da un lato vi è l’emozione nel rivedere i propri amici e compagni e di affrontare una nuova esperienza, dall'altro lato vi è anche un malessere al pensiero di sottostare a orari e compiti e a dare inizio a qualcosa di sconosciuto.
Per alcuni il rientro a scuola può trasformarsi in un vero e proprio incubo con sintomi di ansia, difficoltà nel dormire, irrequietezza che possono essere il riflesso di ben altri problemi: stress familiari, problemi di apprendimento o situazioni di bullismo. Nei casi in cui tali manifestazioni si [Continua]

mag maggio 7 2014 14

Incubi ricorrenti possono segnalare bambini vittime di bullismo

  • 7/05/2014

Una ricerca dell'università britannica di Warwick ha analizzato le esperienze di oltre 6 mila adolescenti, scoprendo un'associazione tra alcune malattie prolungate del sonno e l'essere stato oggetto di 'persecuzioni' nei contesti sociali come la scuola. L'organismo vive in un continuo stato di ansia e vigilanza. I consigli ai genitori. I segnali a cui prestare attenzione.

Molti bambini che sono vittime di episodi di bullismo soffrono in silenzio. Spesso il trauma subìto provoca ansia, depressione e comportamenti psicotici. E' la cronaca, purtroppo, a dire che nei casi estremi può indurre al suicidio. Ma un nuovo studio presentato oggi nell'ambito del congresso annuale Pediatric Academic Societies (PAS) a Vancouver dimostra che c'è un modo per identificare i bambini vittime silenti di bullismo prima che questa terribile esperienza provochi [Continua]

feb febbraio 5 2014 14

Angela Marchese

Mio figlio è gay! Comprendere e accettare il proprio figlio omosessuale


“Mamma, devo confessarti una cosa: sono omosessuale e innamorato!”. Un ciclone mi scuote, lasciandomi annientata, disperata, senza forze. C. Gréco

Questo estratto illustra lo shock che possono provare certi genitori di fronte alla "rivelazione" (coming-out) del figlio. Il coming-out è ricavato dall'espressione inglese "to come out of the closet", cioè "uscire fuori dell’armadio", e corrisponde al momento in cui un individuo sceglie, volontariamente, di rivelare la propria tendenza omosessuale alla propria cerchia familiare (contrariamente all'outing, che corrisponde allo "svelamento" pubblico dell’omosessualità di una persona contro la sua volontà).
La rivelazione della propria tendenza omosessuale ai propri genitori costituisce per i gay una tappa importante: un gesto necessario al benessere psicologico personale per [Continua]

gen gennaio 7 2014 14

Angela Marchese

Mio figlio è terribile! Come comprenderlo ed entrare nel suo mondo


Giulia, una bimba curiosa e vivace di 4 anni, prende alcuni tegami dalla cucina e, improvvisandosi cuoca in un angolino del giardino, usa erba, fiori, terra e sabbia mischiati con l’acqua della ciotola del suo inseparabile amico a quattro zampe, come ingredienti dei suoi gustosi manicaretti. La madre, arrabbiata alla vista del caos creato dalla figlia e preoccupata per la "perduta" igiene, urla e le dà un forte sculaccione. Giulia fà un’espressione di grande sorpresa e si mette a piangere disperata. Quando il papà torna a casa la sera, la madre racconta: "Oggi Giulia è stata cattiva, le ho dovuto dare uno sculaccione".

Cos'è accaduto? Perchè la mamma definisce Giulia "cattiva"?

Gli adulti (genitori, insegnanti, educatori) dicono che il bambino è cattivo quando le sue azioni o i suoi comportamenti sono contrari a come, secondo [Continua]

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