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Stai visualizzando i post della categoria Infanzia e adolescenza (Mostra tutti)
set settembre 19 2018 18

Angela Marchese

Riprende la scuola e i rischi del bullismo


Ricomincia la scuola, i compiti, le lezioni e le relazioni in classe. Riprendono le dinamiche di gruppo tra bambini e adolescenti, con i loro bisogni di crescita espressi in maniera problematica, con l’esigenza di appartenere, la paura di essere esclusi o la ricerca di ammirazione da parte degli altri. Riprendono i vecchi giochi, le derisioni in pubblico e gli atti di bullismo.
I dati registrati sull'aumento del fenomeno e il forte impatto sociale, emotivo e psicologico sulla vita di bambini e adolescenti, talvolta con conseguenze drammatiche, induce gli adulti, genitori e insegnanti ad agire tempestivamente, a saper riconoscere i segnali di disagio, a segnalare e chiedere aiuto.

E’ chiaro a molti cosa sia il bullismo, fenomeno sempre più preoccupante, che sta ad indicare una forma di oppressione attuata da un soggetto “forte” o più grande (bullo) ai danni [Continua]

giu giugno 20 2018 18

Angela Marchese

La depressione comincia in adolescenza. E non va ignorata


Secondo i dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutto il mondo sono 350 milioni le persone che soffrono di depressione, disturbo che colpisce maggiormente i giovani tra i 10 e i 19 anni di età. Ciò che maggiormente preoccupa gli esperti è che la depressione sia diventata uno dei motivi principali di invalidità per i giovani e il suicidio rappresenta la terza causa di morte in adolescenza.
La metà di tutti i disordini mentali di cui soffrono gli adulti cominciano intorno ai 14 anni di età, ma nella maggior parte dei casi non vengono riconosciuti e trattati. E’ importante monitorare attentamente bambini e ragazzi ed indirizzarli verso percorsi di cura adatti.

Quali sintomi indicano la depressione in un adolescente

L’adolescenza è la fase evolutiva della vita che l’individuo attraversa nel passaggio dal mondo infantile a [Continua]

mar marzo 19 2018 18

Angela Marchese

Abusi sessuali sui minori


Aumentano le richieste di aiuto per violenza sui minori. Secondo una recente indagine realizzata da Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa Kids, le violenze su bambini e adolescenti sono sempre più diffuse. Nel 70% dei casi l'abuso si consuma fra le mura domestiche. Le bambine sono più spesso vittime di abusi sessuali, anche se il numero delle vittime maschili è comunque significativo. Quasi mai vengono denunciate.

Su un totale di 2210 casi gestiti sulla linea 114, nel periodo compreso tra gennaio 2015 e gennaio 2016 il 10% dei casi segnalati riguarda l’abuso sessuale. La maggior parte degli abusi vengono compiuti da persone vicine alla vittima, per lo più appartenenti allo stesso nucleo familiare. I dati raccolti nel dossier fanno i conti con la difficoltà di registrare effettivamente tutti i casi. In Italia infatti è difficile far emergere completamente un fenomeno che [Continua]

gen gennaio 27 2018 18

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività

  • 27/01/2018

Sono ormai diversi anni che molti genitori si rivolgono al pediatra, allo psicologo e al neuropsichiatra infantile per il proprio figlio perché non sta mai fermo, non riesce a concentrarsi, a mantenere l'attenzione su un compito e controllare l'impulsività sia verbale che motoria. I genitori lo descrivono come un bambino immaturo, difficile da gestire a casa, a scuola e in altri ambienti.
Questa descrizione è tipica dei bambini che soffrono del "disturbo da deficit di attenzione e iperattività" (ADHD), cioè di uno specifico quadro clinico caratterizzato da disattenzione, iperattività e impulsività. Le sue manifestazioni compaiono durante i primi anni di vita, cambiano con la crescita e alcuni sintomi possono persistere nell'adolescenza e nell'età adulta.

La disattenzione si manifesta soprattutto come una difficoltà a concentrarsi e a mantenere [Continua]

dic dicembre 21 2017 17

Come aiutare i bambini... dopo la perdita di una persona cara

  • 21/12/2017

La perdita di una persona cara è un’esperienza emotiva tra le più dolorose per gli esseri umani ed ancor più per un bambino. Inoltre un evento così grave, come la morte di un genitore, ha un forte impatto emotivo su tutta la famiglia e la rete di riferimento del bambino che potrebbe sentire di non poter chiedere aiuto per evitare di affaticare ulteriormente i suoi cari.

Conoscere le reazioni del bambino alla morte

In caso di perdita di una persona cara i bambini esprimono i loro sentimenti in maniera differente rispetto agli adulti, le loro reazioni sono diverse a seconda dell’età e della reazione delle persone che lo circondano.
I bambini soffrono un po’ alla volta, non riescono a mantenere la stessa intensità emotiva per periodi lunghi, come succede invece agli adulti. Possono manifestare reazioni emotive in modo discontinuo. Ad es. [Continua]

mag maggio 20 2017 17

Angela Marchese

Mio figlio adolescente si taglia. Cutting e autolesionismo


Il cutting, ovvero tagliarsi su braccia e gambe con oggetti appuntiti come coltelli, lamette, pezzi di vetro, lattine usate, rappresenta l’ultima frontiera dell’autolesionismo giovanile. Si stima che circa il 10% dei teenager tra i 13 e i 16 anni facciano ricorso al cutting, dunque oltre 200mila adolescenti, di questi il 90% sono femmine e spesso utilizzano i social network come vetrina di esposizione e richiesta di aiuto. Negli ultimi anni il fenomeno di emulazione attraverso i social è aumentato del 30%.

Come spiega lo psichiatra Charmet, con una grande esperienza clinica tra i giovanissimi: "Tagliarsi è un rito ipnotico e catartico. Il coltello che scava nella pelle, la vista del sangue, il batuffolo d'ovatta che si macchia, la ferita che diventerà una cicatrice e dunque un trofeo. Può essere la rabbia contro un'ingiustizia subita, un rifiuto [Continua]

feb febbraio 24 2017 17

Genitori troppo presenti e protettivi fanno male ai figli

  • 24/02/2017

"Stai attento, non prendere freddo"; "Mi raccomando vai piano"; "Fammi uno squillo quando arrivi"; "Stai bene? Tutto a posto?"; "Non andare in giro col buio"; "Con chi esci? Dove vai? Cosa fai?". Se queste frasi fossero pronunciate una volta ogni tanto, non ci sarebbe nulla di male. Parlerebbero di un genitore che si interessa della vita e della sicurezza del proprio figlio.
Il problema sorge quando frasi simili vengono espresse in modo continuo, quasi ossessivo, non solo a figli piccoli, adolescenti, ma anche a giovani adulti che già lavorano, o vanno all'università e magari stanno mettendo su famiglia. In tal caso rivelano un genitore apprensivo, che vive la crescita del figlio (la sua progressiva autonomia, il suo andare nel modo, l'ampliamento delle sue relazioni) in modo angosciante: vede pericoli ovunque, li vede enormi, imminenti, pronti a colpire e [Continua]

nov novembre 28 2016 16

Come spiegare il terremoto ai bambini

  • 28/11/2016

Il terremoto che ha devastato il Centro Italia è tutt'ora un argomento attuale. Le immagini che abbiamo e continuiamo a vedere in televisione generano molti dubbi e angoscia non solo negli adulti, ma ancor più nei bambini. Sia che si tratti di bambini che stanno vivendo in prima persona questo trauma sia che vedano le immagini in TV, far finta di nulla è controproducente, perché alimenta in loro paura e insicurezza. Situazioni drammatiche come guerre, attentati o catastrofi naturali sono eventi che arrivano anche ai loro occhi e alle loro orecchie. Per questo è importante trovare il tempo e le parole adeguate per spiegare questi eventi traumatici, ascoltare le loro domande, anche se ripetitive e insistenti e rispondere con sincerità.

Una prima indicazione fondamentale è spiegare ai bambini che nonostante la paura che ci trasmette il terremoto, ci sono molte persone [Continua]

set settembre 23 2016 16

La Dislessia Evolutiva

  • 23/09/2016

Comincia un nuovo anno scolastico e genitori e insegnanti si trovano a fronteggiare nuovi programmi e nuove difficoltà legate all'apprendimento degli studenti. Scarsa motivazione, difficoltà a studiare, difficoltà nella lettura, nella scrittura o nella matematica sono alcune tra le lamentele più frequentemente riscontrate, spesso erroneamente attribuite a problemi emotivi o relazionali, ad un approccio sbagliato di genitori o insegnanti, oppure a scarso impegno da parte dell’allievo che, con più esercizio, potrebbe migliorare. Non sempre questa risulta essere la lettura più appropriata, in molti casi la spiegazione di tali sintomi va ricercata nella manifestazione di un disturbo specifico dell’apprendimento DSA, come la dislessia evolutiva. Di seguito forniamo alcune indicazioni utili ad identificare precocemente i segnali della dislessia e ad intervenire efficacemente per [Continua]

mar marzo 21 2016 16

Angela Marchese

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)


I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) riguardano un gruppo di disabilità in cui si presentano significative difficoltà nell'acquisizione e utilizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo.
La principale caratteristica di questa categoria è proprio la “specificità”, ovvero il disturbo interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilità indispensabile per l’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Ciò significa che i DSA riguardano bambini intelligenti, che non hanno problemi sensoriali alla vista o all'udito, né neurologici e che hanno avuto adeguate possibilità di familiarizzare con la lingua scritta.

Come si manifestano

La Dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o [Continua]

feb febbraio 25 2016 16

Angela Marchese

Le paure nell'infanzia e nell'adolescenza


La paura è antica quanto l’uomo. Essa può venire considerata come un meccanismo autoprotettivo utile alla crescita del bambino, in quanto attiva alcune reazioni che servono a difenderlo dai potenziali pericoli che provengono dall'ambiente. Le paure sono frequenti nella vita dei bambini e cambiano in base all'età: se nell'infanzia ci si trova di fronte a paure di tipo più “irrazionale” (mostri e fantasmi), crescendo esse divengono sempre più complesse ed articolate, interessando la sfera sociale e relazionale (ad es. la paura di apparire inadeguati). La paura può diventare patologica quando si attiva senza che vi sia un pericolo reale, o quando si manifesta con una intensità eccessiva, decisamente sproporzionata allo stimolo che l’ha provocata.

Le paure più frequenti nell'età evolutiva

La paura del buio è certamente una tra le più [Continua]

ott ottobre 27 2015 15

Angela Marchese

Rifiuto della scuola e fobia scolare


La fobia della scuola è una condizione di disagio che si manifesta con il rifiuto da parte del bambino o dell’adolescente di andare a scuola. Il bambino può riuscire ad andare a scuola la mattina e poi chiedere di chiamare i genitori per farsi riportare a casa, dopo poche ore. Oppure comincia ad agitarsi già nel momento in cui deve uscire da casa: piange, urla, supplica i genitori di non essere portato in classe.

La fobia scolare esordisce in infanzia intorno ai 5-6 anni, oppure in bambini di età compresa tra i 10-11 anni, mentre in adolescenza può verificarsi tra i 12 e i 15 anni, per lo più negli anni scolastici di passaggio. La sua insorgenza sembra spesso immotivata in quanto si tratta, nella maggior parte dei casi, di ragazzi intelligenti e studiosi con buona resa scolastica.

Quali sono i sintomi:

ansia elevata nel momento in cui il bambino esce [Continua]
feb febbraio 16 2015 15

Mio figlio parla poco e male. Che fare?

  • 16/02/2015

E’ frequente che i genitori, spontaneamente o spinti da osservazioni di conoscenti, chiedano una valutazione perché il loro bambino non parla all'età giusta o parla meno di quanto atteso. Il ritardo o disturbo del linguaggio (DL) rappresenta una condizione frequente in età prescolare ed è generalmente considerato un disturbo transitorio dello sviluppo a prognosi favorevole. Ecco una ricapitolazione sull'argomento.

Di cosa si tratta?

I disturbi di linguaggio rappresentano i disturbi neuropsichici più frequenti tra i 2 e 6 anni.
La definizione di disturbo del linguaggio in età evolutiva è utilizzata per descrivere quadri clinici molto eterogenei in cui le difficoltà linguistiche possono manifestarsi isolatamente oppure in associazione con altre condizioni patologiche, come deficit neuromotori, sensoriali, cognitivi e relazionali.
Nel primo caso si parla di [Continua]

ott ottobre 17 2014 14

Allarme cyberbullismo: 1 studente su 4 subisce o perseguita. Consigli per i ragazzi, gli insegnanti e i genitori

  • 17/10/2014

Come nel mondo reale ci sono bulli che usano violenze fisiche o psicologiche nei confronti dei compagni, così nel mondo “virtuale” esistono persone che, avvantaggiate dall'anonimato, usano il Web per esercitare la loro prepotenza. È questo il fenomeno del cyberbullismo, una forma di molestia condotta tramite mezzi elettronici e più specificatamente e-mail, siti web, chat, blog, telefoni cellulari.
Secondo una ricerca realizzata nel 2013 da Ipsos e Save the Children, risulta che 4 minori su 10 sono testimoni di atti di bullismo online verso coetanei, percepiti “diversi” per aspetto fisico (67%), per orientamento sessuale (56%) o perché stranieri (43%).
Il bullismo virtuale si differenzia da quello reale per l’anonimato del molestatore, la sua difficile reperibilità e l’assenza dei limiti [Continua]

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