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mag maggio 19 2018 18

Angela Marchese

Trauma e cancro. Quale sostegno per i pazienti oncologici


Ogni momento della vita che si accompagna a una diagnosi di tumore e alle successive fasi di cura comporta una profonda situazione di stress e di emozioni spiacevoli al punto che già nel 1994 l’American Psychiatric Association ha riconosciuto nella diagnosi di patologia oncologica un evento traumatico che può strutturare un Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) (APA, 1994).

La malattia oncologica è uno tra gli eventi traumatici che possono colpire la persona nella sua identità. L’impatto emotivo sperimentato al momento della diagnosi di tumore è destabilizzante, contraddistinto da un forte senso d’impotenza, paura e angoscia, disperazione, frustrazione, rabbia e confusione. A questi stati si possono associare condizioni psicopatologiche quali disturbi d’ansia, disturbi dell’adattamento, disturbo da stress post traumatico. Se è vero che [Continua]

gen gennaio 27 2018 18

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività

  • 27/01/2018

Sono ormai diversi anni che molti genitori si rivolgono al pediatra, allo psicologo e al neuropsichiatra infantile per il proprio figlio perché non sta mai fermo, non riesce a concentrarsi, a mantenere l'attenzione su un compito e controllare l'impulsività sia verbale che motoria. I genitori lo descrivono come un bambino immaturo, difficile da gestire a casa, a scuola e in altri ambienti.
Questa descrizione è tipica dei bambini che soffrono del "disturbo da deficit di attenzione e iperattività" (ADHD), cioè di uno specifico quadro clinico caratterizzato da disattenzione, iperattività e impulsività. Le sue manifestazioni compaiono durante i primi anni di vita, cambiano con la crescita e alcuni sintomi possono persistere nell'adolescenza e nell'età adulta.

La disattenzione si manifesta soprattutto come una difficoltà a concentrarsi e a mantenere [Continua]

giu giugno 21 2016 16

Passività, Aggressività e Assertività

  • 21/06/2016

Il termine "assertività" viene oggi ampiamente utilizzato in una grande quantità di contesti, sia di psicologia, sia di formazione del personale. Per arrivare a definire cosa sia l'assertività è utile iniziare col dire ciò che non è l’assertività: innanzitutto non è passività e aggressività.

A tutti sarà capitato, in seguito ad una discussione con una persona, di andar via e di pensare poi: "Accidenti, avrei dovuto dire così, avrei dovuto fare così… la prossima volta farò diversamente". In questo caso siamo stati passivi. Altre volte, invece, in seguito ad una discussione, siamo a disagio con noi stessi per avere risposto troppo duramente, per avere infierito su una persona, per avere esagerato con il nostro diritto di difenderci: in questo caso siamo stati aggressivi.

Poiché queste esperienze sono capitate a tutti, possiamo tutti esibire [Continua]

apr aprile 26 2016 16

Angela Marchese

Eritrofobia e la paura di arrossire


L’eritrofobia (dal greco erithros, rosso), nota anche come ereutofobia (dal greco éruthros, rossore), è la paura ossessiva di arrossire. Di per sé l’arrossire delle guance è un fenomeno non patologico che può verificarsi in seguito ad uno sforzo fisico, dopo un’esposizione al calore, per effetto dell’alcool, in seguito a un fenomeno irritativo della pelle o anche per un’attivazione emotiva. In particolar modo ci possiamo “scaldare” per un momento di rabbia o più comunemente per timidezza: ad esempio durante una conversazione, quando si tocca un argomento delicato, quando abbiamo l’impressione di essere attaccati o derisi, se ci troviamo a parlare con persone il cui giudizio per noi ha molta importanza.
Mentre si fa poco caso e si trascura il rossore che si manifesta sul volto dopo una lunga corsa, l’avvertire la “vampata” che sale sulle guance mentre [Continua]

mar marzo 1 2015 15

Controllate spesso il cellulare? Forse siete depressi

  • 1/03/2015

Se controllate spesso il vostro smarthphone il rischio è che potreste essere depressi.

Ad affermarlo sono i ricercatori della Baylor University in Texas. Secondo gli studiosi le persone che controllano senza sosta il proprio smartphone sono più inclini agli sbalzi di umore e più a rischio depressione. Dai risultati dello studio è emerso che la dipendenza dal cellulare è collegata all'instabilità emotiva e può essere un tentativo di coprire o difendersi da uno stato d'animo negativo. I ricercatori hanno osservato i comportamenti di 346 uomini e donne di età compresa tra 19 e 24 anni.

Paola Vinciguerra, presidente dell'Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap) commenta così lo studio: "Controllare la posta elettronica, scrivere testi su facebook o twitter, navigare sul web è un tentativo per distogliere la propria attenzione, i [Continua]

feb febbraio 8 2015 15

Quanto dovremmo dormire per stare bene? Per ogni eta' il giusto sonno

  • 8/02/2015

Quanto dovremmo dormire per stare bene? A dirlo con precisione sono le nuove linee guida della National Sleep Foundation, ente no profit che negli Usa si occupa della promozione del sonno nell'ambito di un corretto stile di vita e che ha stilato sulla rivista Sleep Health una tabella con il numero di ore consigliate in base all'età.

Ecco, tappa per tappa della vita, quanto e' raccomandato dormire.

Neonati 0-3 mesi: sonno raccomandato dalle 14 alle 17 ore, appropriato 11-13 ore e fino a 18-19 ore, non raccomandato al di sotto delle 11 ore e al di sopra delle 19. Dai 4 agli 11 mesi: sonno raccomandato dalle 12 alle 15 ore, appropriato 10-11 ore o 16-18 ore, non raccomandato meno di 10 ore e più di 18. 1-2 anni: sonno raccomandato dalle 11 alle 14 ore, appropriato 9-10 ore e fino 15-16 ore, non raccomandato meno di 9 ore o più di 16. 3-5 [Continua]
ago agosto 1 2014 14

L’importanza di una pausa estiva

  • 1/08/2014

La ricerca mostra perché una vacanza è fondamentale per il nostro cervello.

L'estate è arrivata: tempo di vacanze in famiglia, con gli amici, barbecue, occasione ideale per ritmi di vita più lenti. Tuttavia se siete come la maggior parte delle persone, che non riescono a sfruttare appieno la stagione per rilassarsi e ricaricarsi, perderete la migliore possibilità dell'anno per far riposare il cervello e aumentare la vostra salute fisica e mentale.

Una ricerca condotta dalla Harris Interactive per il sito Web di carriera Glassdoor ha scoperto che tre lavoratori su quattro con ferie pagate non usano tutto il loro permesso di vacanza. L'impiegato medio, infatti, utilizza solo la metà delle ferie a disposizione. Ma anche chi prende l’intero periodo di ferie spesso tende a rimanere in contatto con l'ufficio, tramite computer, tablet e cellulari. Addirittura, il 61% degli [Continua]

lug luglio 7 2014 14

Stress, memoria a rischio

  • 7/07/2014

Quando si prolunga nel tempo può far perdere i ricordi a breve termine.

Quando si entra nella terza età la memoria non è minacciata solo dai naturali processi di invecchiamento. Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Neuroscience dai ricercatori dell'Università dell'Iowa anche lo stress gioca la sua parte. Gli esperimenti, condotti sui ratti, hanno infatti dimostrato che livelli di ormoni dello stress superiori alla norma sono associati alla diminuzione delle connessioni nervose nell'area del cervello che controlla la memoria a breve termine e alla riduzione delle capacità mnemoniche.

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno valutato la capacità dei ratti di percorrere un labirinto a diverse età. In un caso gli animali avevano un'età paragonabile ai 65 anni dell'uomo, nell'altro a 20 anni di vita umana. Incrociando i risultati ottenuti dai ratti con i [Continua]

mar marzo 30 2014 14

Identità virtuali influenzano il nostro comportamento nel mondo reale

  • 30/03/2014

Un nuovo studio pubblicato su Psychological Science ha indagato in che modo le esperienze virtuali – come ad esempio impersonare un eroe o un personaggio maligno – possano influenzare i comportamenti delle persone nelle loro vite reali.

Il modo in cui rappresentiamo noi stessi nel mondo virtuale può influenzare i nostri comportamenti nel mondo reale.

Gli ambienti virtuali consentono alle persone di assumere identità e in qualche misura fare esperienze – seppur virtuali - di situazioni di cui generalmente non avrebbero opportunità nella vita reale.

Un nuovo studio pubblicato su Psychological Science ha indagato in che modo le esperienze virtuali – quindi per esempio impersonare un eroe o un personaggio maligno – possano influenzare i comportamenti delle persone nelle loro vite reali.
I ricercatori hanno reclutato 194 soggetti [Continua]

feb febbraio 4 2014 14

I bambini troppo paffutelli dell'asilo saranno gli obesi di domani

  • 4/02/2014

I chili in più si trascinano fino all'età adulta se i genitori non intervengono modificando alimentazione e stile di vita dei piccoli

I nuovi obesi sono i bambini dell'asilo. I chili di troppo della primissima infanzia rischiano di accumularsi crescendo, trascinando l'eccesso di peso attraverso l'adolescenza fino all'età adulta. I piccoli più grassi, infatti, sono quattro volte più a rischio di esserlo da grandi, rispetto ai loro compagni normopeso. Un problema evidente soprattutto negli Stati Uniti, dove è stato condotto lo studio condotto della Emory's University di Atlanta.
La ricerca - I medici hanno analizzato un campione di nuovi nati negli anni 1998-1999, rappresentativo di circa 4 milioni di bambini, seguendo l'oscillazione del peso con la crescita. Gli studiosi hanno scoperto che quelli in sovrappeso, il 14% del campione, erano [Continua]

gen gennaio 14 2014 14

Leggere storie di fantasia fa bene al cervello

  • 14/01/2014

Novelle, romanzi, trame avvincenti e fantasiose 'aiutano' il cervello a funzionare meglio e in qualche modo muterebbero la stessa struttura della materia grigia.

Uno studio della prestigiosa Emory University, in Georgia, ha scoperto per la prima volta che non solo la lettura in generale fa bene alle capacità cognitive, ma in particolare l'immergersi in opere di vera a propria fiction.
"Le storie danno forma alla nostra vita ed in molti casi aiutano a definire la nostra personalità ed ora stiamo capendo meglio come entrano nel nostro cervello e che effetti hanno sullo stesso", ha osservato l'autore della ricerca Dr. Gregory S. Berns.

I ricercatori hanno studiato il cervello di 31 studenti per una ventina di giorni sottoponendo i volontari ad esami di risonanza magnetica: per 9 giorni i test sono stati effettuati mentre gli studenti leggevano la sera precedente [Continua]

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