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giu 13 2017

Scritto da Angela Marchese

Davanti allo specchio: il Disturbo di Dismorfismo corporeo

Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo (in precedenza noto anche dismorfofobia) è stato inserito nel DSM-V nella categoria dei Disturbi Ossessivo Compulsivi. Chi ne soffre prova forte ansia, preoccupazione e insoddisfazione nei confronti di una o più caratteristiche del proprio corpo ritenute difettose.

Le imperfezioni percepite non sono osservabili o appaiono agli altri solo in modo lieve. La persona si percepisce "non attraente", "non giusta", "orribile", "un mostro". Le lamentele riguardano difetti lievi o immaginari del volto o della testa, come capelli, acne, rughe, cicatrici, manifestazioni vascolari, pallore, rossore, sudorazione, asimmetrie o sproporzioni del viso, oppure eccessiva peluria. Altre preoccupazioni riguardano la forma, le misure, o qualche altro aspetto di naso, occhi, palpebre, sopracciglia, orecchie, bocca, labbra, denti, mascella, mento, guance o testa. Ogni altra parte del corpo può diventare motivo di preoccupazione (per es. i genitali, le mammelle, le natiche, l’addome, le braccia, le mani, i piedi, le gambe, i fianchi, le spalle, la colonna, regioni più estese del corpo o le misure corporee globali, o la corporatura e la massa muscolare).

Le preoccupazioni sono intrusive, indesiderate, consumano tempo (in media 3-8 ore al giorno) e di solito è difficile resistervi o controllarle. La persona si sente spinta a mettere in atto comportamenti come: confrontare il proprio aspetto con quello degli altri; toccare ripetutamente la parte del viso o del corpo percepita come difettosa; guardarsi più volte allo specchio durante la giornata (spesso anche decine di volte) per osservare il presunto difetto; chiedere ripetutamente rassicurazioni circa il proprio aspetto (soprattutto riguardo il difetto percepito); fare eccessivo sforzo fisico o sollevamento pesi; ricercare trattamenti estetici.

L'elemento accomunante tutti questi comportamenti è quindi la ripetitività che indica quindi un aspetto compulsivo del disturbo. E’ evidente che tutti questi comportamenti hanno lo scopo di mitigare l'ansia e la preoccupazione derivanti dalla percezione di avere un difetto fisico invalidante.

La preoccupazione inoltre comporta disagio e problemi significativi nella sfera sociale, relazionale, lavorativa o in altre aree importanti. Nei ragazzi in età scolare, per esempio, sono riferiti sentimenti di vergogna, umore depresso o forte ansia di giudizio nei confronti dei compagni, relativamente al difetto fisico percepito, fino all'evitamento.

Il dismorfismo muscolare è una forma di dismorfismo corporeo che si verifica quasi esclusivamente nei maschi e consiste nella preoccupazione riguardo l’idea che il proprio corpo sia troppo piccolo o insufficientemente snello o muscoloso. In realtà hanno un corpo normale o sono molto muscolosi. In maggioranza seguono una dieta, fanno esercizio fisico e/o sollevamento pesi in modo eccessivo oppure fanno uso di steroidi anabolizzanti e altre sostanze per cercare di rendere il proprio corpo più grosso e muscoloso.

In generale il dismorfismo corporeo è presente con una prevalenza che varia dal 9% al 12% nei pazienti dermatologici, dal 3% al 53% nei pazienti sottoposti a interventi di chirurgia estetica, dall'8% al 37% in soggetti con disturbo ossessivo compulsivo, dal 10 al 13% nei soggetti con fobia sociale e dal 14% al 42% in quelli con disturbo depressivo maggiore.

L'esordio del disturbo di dismorfismo corporeo è solitamente graduale. Una persona affetta può avvertire una crescente preoccupazione per una parte del corpo fino a quando si accorge che il suo funzionamento è compromesso da tale preoccupazione. A questo punto il soggetto può ricercare un aiuto medico o chirurgico per sottoporre il presunto problema. Il livello di preoccupazione riguardo al problema può andare e venire nel tempo, anche se il disturbo di dismorfismo corporeo ha generalmente un andamento cronico se non è trattato.

Il disturbo può essere più comune nelle donne, ma colpisce anche molti uomini. I maschi hanno più probabilità di avere preoccupazioni legate ai genitali, mentre le femmine hanno più di frequente un disturbo alimentare in associazione (APA, 2014).
Il dismorfismo comincia solitamente in adolescenza, l’età media di esordio è 15 anni con un decorso cronico, se non viene trattato.

Come si cura?

Chi soffre di dismorfismo corporeo spesso non ha consapevolezza delle proprie errate convinzioni. Sono infatti le persone vicine al soggetto sofferente che devono accorgersi per tempo che qualcosa non funziona e convincerlo a rivolgersi ad uno specialista.
La psicoterapia, spesso unitamente alla farmacoterapia, consente a chi vive questa difficoltà di focalizzare l’attenzione sul disagio psicologico di base che ha portato a sviluppare l'atteggiamento ossessivo nei confronti di uno o più aspetti fisici. La terapia EMDR si rivela di grande utilità nell'elaborazione degli eventi di vita passata che interferiscono con i sintomi attuali. Attraverso tecniche esperienziali, tecniche cognitive e comportamentali il soggetto riesce a sviluppare una visione meno distorta della propria corporeità e a relazionarsi in modo meno compulsivo e quindi più equilibrato con se stesso e con gli altri.

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Pubblicato su Tablò, Giornale di Acerra, Giugno 2017


Psicologa, Psicoterapeuta, Acerra, Napoli Angela Marchese

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