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mag 20 2016

Il disturbo di ansia da separazione in età adulta

  • 20/05/2016

L'ansia da separazione tipicamente è associata al bambino che mal gestisce la separazione dalla madre. Se non si interviene nell'infanzia queste problematiche si trascinano in età adulta. Vediamo come.

La separazione è un passaggio difficile, ma fondamentale per il bambino: alla sicurezza offerta dalla presenza fisica del genitore che si prende cura, il bambino deve affiancare la certezza del suo ritorno e la capacità di fare affidamento sulla sua immagine interna quando è lontano. Se il passaggio risulta difficile per svariati motivi, si può incorrere in un disturbo d'ansia da separazione che colpisce molti bambini e che è importante risolvere nell'infanzia. Qualora le difficoltà permangano, l'adulto si porterà dietro questa ferita che genera una forte insicurezza nella gestione dell’autonomia personale e delle relazioni di coppia. Parliamo allora di ansia da separazione o ansia d'abbandono negli adulti.

Il timore dell’abbandono da adulti: le caratteristiche

E’ frequente che adulti ansiosi siano stati bambini con un disturbo di ansia da separazione e, viceversa, che bambini con disturbo d'ansia da separazione diventino adulti ansiosi. In genere i soggetti ansiosi fin da piccoli manifesteranno disturbi d'ansia da adulti, anche se la forma e l'oggetto delle preoccupazioni può cambiare. Si può avere ansia da separazione coniugale, con il partner come oggetto, ma spesso si hanno ansie immotivate per i genitori anziani o soli a casa o angosce nei periodi di distacco dai genitori, quasi a replicare lo stato ansioso dell’età infantile. I sintomi includono:

  • Difficoltà a restare a casa da soli
  • Difficoltà ad uscire da soli (attraversare la strada, girare in auto o a piedi da soli)
  • Difficoltà a lasciare luoghi considerati sicuri
  • Forte interessamento nei confronti delle figure primarie (madre, padre).

La manifestazione dell’ansia da separazione negli adulti in queste situazioni porta il soggetto a vere e proprie crisi isteriche, rifiuto della realtà e somatizzazione della patologia con evidenti sintomi fisici. Disturbi del sonno, incubi, continui mal di testa, tremore, violenza alternata ad abulia, propensione a gesti inconsulti e totale negazione della realtà. La sintomatologia si aggrava qualora ci sia una minaccia reale o peggiorata dalla rottura di questi legami (trasferimenti, nuovi legami, morte, ecc.) che scatenano attacchi di panico.
A questo quadro si lega anche una comorbilità che va oltre i disturbi d'ansia e comprende: disturbi dell'umore, disturbi di personalità disturbo post traumatico da stress.

Diversi studi hanno esaminato la relazione tra stile genitoriale e sintomatologia in età adulta. I risultati suggeriscono che la presenza d’ansia di separazione in età precoce e un comportamento iperprotettivo di uno dei genitori sono spesso associati a persistenti sintomi d’ansia di separazione in età adulta.

Cura e terapia dell’ansia da separazione

Per cominciare a gestire tali difficoltà è necessario porsi una domanda precisa: "da cosa temiamo di essere abbandonati o allontanati? Qual è l’oggetto della nostra ansia di separazione?"
Si tratta infatti di angoscia di perdita nei confronti di genitori o di persone da cui si teme il distacco, ma l'oggetto dell'ansia da separazione spesso non è spiegabile dalla persona. L'angoscia si può definire un affetto “senza nome” che non si riesce a tenere sotto controllo, la persona è terrorizzata all’idea di far qualcosa da sola o di separarsi ed è pietrificata nel suo comportamento in quanto non riesce a definirne le cause.

I rimedi farmacologici e le terapie cognitivo-comportamentali (esercizi di esposizione graduale, tecniche di riattribuzione verbale, ecc.) possono apportare un significativo giovamento in termini di cessazione dei sintomi d'ansia, anche se non risultano essere efficaci in termini di risoluzione delle cause che scatenano tali sintomi.

Psicoterapie orientate ad un lavoro più approfondito risultano maggiormente efficaci in quanto mirano a supportare la persona nel dare significato alle cause dell’ansia abbandonica, ad elaborare conflitti irrisolti e particolari dinamiche inconsce.
E’ importante lavorare in terapia su come creare occasioni in cui imparare a rendersi autonomi attraverso la ricerca di interessi, nuove amicizie o situazioni sociali in cui sperimentarsi in esperienze nuove e stimolanti e, progressivamente, ci si distacca dalla persona a cui si è più legati.

Chiama per un consulto: 081 5201517 - 331 8342131

Pubblicato su Tablò, Giornale di Acerra, Maggio 2016


27 Commenti Feed RSS per i commenti su questa pagina | Aggiungi un commento

laura

laura 21/06/2017 17:07

Ho anch'io questo problema...ho 37 anni e nella mia vita ho avuto esperienze cosi negative da farmi diventare una persona insicura su tutto...non riesco a sganciarmi da mamma e da papà...ho paura della solitudine....esco di casa solo se posso percorrere tragitti che mi danno sicurezza. Le strade nuove mi terrorizzano....motivo per cui disoccupata da un anno...rifiuto ogni tipo di lavoro....mi sento dire che cosi non va bene...ma lo so anch'io che non va....il panico mi prende e mi toglie la capacita di ragionamento. Sono diventata molto schiva con la gente...e frequento solo posti in cui ci sono persone che già conosco...amo stare nel mio angolino e prego che nessuno mi si avvicini e mi rivolga la parola a meno che sia qualcuno che già conosco tendo a difendere i miei spazi...ragion per cui la convivenza col mio ragazzo è finita...Ho la tendenza a tenere alla larga la gente...mi trovo in imbarazzo se devo sostenere una conversazione che non sia telefonica...ho difficolta ad esprimere le mie emozioni...lo faccio solo tramite s.m.s.Vorrei una mano a superare tutti questi blocchi che mai mi permetteranno di tornare nel mondo del lavoro. Sempre piu competitivo. Cerco di non pensarci...ma ci sono dentro...sono coinvolta emotivamente....a volte il mio malessere da psicologico diventa proprio fisco..ho urti di vomito oppure attacchi di colite. Ho rabbia perché la prepotenza di mia mamma e esasperante.ma da parte mia c'è una continua insicurezza e rinuncia a fare passi verso l'autonomia...Ho avuto ieri un colloquio con la mia assistente sociale...mi aveva promesso di farmi entrare a lavorare nel centro estivo ma vedendomi troppo ansiosa mi ha detto che devo curarmi con i farmaci...mai e poi mai intossicare il mio corpo non mi aiuta a vincere le paure che ho.
laura

laura 21/06/2017 17:22

Ho 37 anni e soffro d'ansia....vivo con i genitori....(iperprotettivi) Sono single e disoccupata da un anno....Sto male.....mi vedo perduta. Mi sento dire che sono in gamba intelligente sana di corpo e di mente...molto introversa caratterialmente...ma non mi manca nulla solo un lavoro che mi faccia acquisire sicurezza...sarà ma io mi sento parte integrante di mio padre e di mia madre fino al punto di annullarmi....
Autore

24/07/2017 22:51

Gentile Laura, sembra che conosca molto bene la sua situazione. Crede sia arrivato il momento di rivolgersi ad uno specialista e gestire tutti i sintomi che racconta?
Cordiali saluti
Gessica

Gessica 10/08/2017 00:26

Io a dire il vero non ho alcun problema di quelli sopracitati, anzi amo stare da sola tanto quanto in compagnia. Tuttavia quando una persona mi delude molto, mi abbandona in senso stretto o anche solo affettivamente,che sia un amicizia finita male o una storia sentimentale, avverto un'angoscia fisica vera e propria che dura giorni o in certi casi anche un anno. A livello conscio sono una che guarda avanti , ho subito perdite e lutti importanti nella vita e sono abituata a ricominciare se necessario, senza perdermi troppo in ciò che ho perso . Eppure quando una persona sulla quale ho riposto la mia fiducia totale mi tradisce o abbandona, ho questo senso fisico di dolore allo stomaco . E' più fastidioso che altro perchè io francamente non mi sento triste né ho paura del futuro. Non capisco chi mi abbia abbandonato in passato tanto da crearmi questa sorta di disturbo ricorrente (quando se ne crea l'occasione)... Non so nemmeno che tipo di disturbo sia. Ho parlato con una terapeuta di questo , tempo fa, ma non ho capito esattamente da dove derivi. La mia è più curiosità che reale paura, so che le delusioni vanno in qualche modo elaborate, solo che le preferirei meno occultate: preferirei essere triste o arrabbiata, invece a livello conscio l'evento mi colpisce poco, a livello inconscio mi crea un disturbo fisico. grazie
david

david 12/09/2017 08:53

Ho 50 anni , da 10 soffro di ansia depressiva , da piccolo avevo difficoltà a staccarmi dai genitori e a stare con estranei. Anche in età adolescenziale ho sofferto di questo , fino al punto di evitare anche le gite scolastiche che necessitavano di stare lontani da casa per più giorni.
Ho un lavoro , sono sposato con due figli, dai 20 anni in poi ho vissuto senza problemi, non facendomi mancare niente. Consideri che ho fatto il calciatore semiprofessionistico, ed ora sto facendo l'allenatore (istruttore dei bambini, ma ho fatto anche gli adulti), continuo a fare sport ( 8 maratone) . Ma ad un certo punto della mia vita è scoppiato questo problema (con evidenti difficoltà), stato d'ansia soprattutto psicologica e non fisica, sensazioni di disagio, senso di irrealtà , paura di diventare pazzo e perdere il controllo ecc. E da qui stati depressivi che tuttora sto vivendo.
Mi sto curando con antidepressivi, e sto facendo psicoterapia da un paio di anni, ma i risultati sono altalenanti: passo momenti positivi a momenti in cui mi chiuderei in casa e non farei più niente.
Mi farebbe piacere sapere un tuo parere .
Grazie
Diana

Diana 13/10/2017 14:23

Salve ho esattamente questo problema! Ho 28 anni. Volevo partire per trovare lavoro fuori, poi i miei si sono ammalati e sonk rimasta ad assiterli ora che dopo un anno la situazione é migliorata ho deciso di partire. Il problema é che attualmente nn riesco a fare nulla da sola. Prima non riuscivo a entrare in determinati luoghi sola ora non riesco a entrare da nessuna parte e neanche a prendere i mezzi da sola. Inizialmente nn riuscivo neanche in compagnia. Ora mi sto sforzando di farlo e dopo moltoooo sforzo riesco riesco anche a mangiare perche prima avevo sempre maldistomaco. Ora mi chiedo partire potrebbe essere la via giusta? Nella vita so benissimo che bisogna farlo io ho sempre amato viaggiare soprattutto da sola! Ma una parte di me ha una paura fortissima. Ovvero che questa agorafobia peggiori in un posto che nn conosco. Credo di aver bisogno di qualcuno che mi dica che non é una follia e che tutto andrà bene
Autore

31/10/2017 16:31

Salve Gessica, sembra che ha dei sintomi che si ripetono ciclicamente ad ogni nuova esperienza "deludente" o di "abbandono" come lei descrive. Scrive che si è anche rivolta ad un terapeuta e non è ancora giunta al bandolo della matassa. Qual è esattamente la domanda che sta ponendo qui? cosa le serve sapere?
Autore

31/10/2017 16:42

Gentile David, da due anni fa terapia farmacologica e psicoterapia regolarmente, senza interruzioni? Che tipo di psicoterapia sta facendo? e che farmaci sta prendendo? se è in cura in modo regolare da almeno 2 anni bisognerebbe rivedere qualcosa del suo trattamento terapeutico, ma non essendo un mio paziente e non conoscendo nel dettaglio la sua storia, diventa difficile fornire un riscontro esatto. Provi a parlarne con entrambi gli specialisti che la stanno seguendo. Cordiali saluti
Autore

31/10/2017 16:51

Gentile Diana, più che di qualcuno che possa rassicurarla, le occorrerebbe intraprendere un percorso psicologico per imparare a rassicurarsi da sola e quindi ad affrontare qualsiasi spostamento con maggiore tranquillità. Se vive a Napoli, può contattarmi. Cordiali saluti
vanessa

vanessa 7/11/2017 16:36

Salve,
Sono Vanessa ed ho 28 anni.
Sono consapevole di soffrire di sindrome dell'abbandono.
Da piccola (a 7 anni), i miei genitori hanno divorziato ed io ero legatissima a mio padre che però si era rifatto una famiglia.
Mia madre soffre di depressione e disturbo schizoaffettivo da quando c'é stata la separazione.
A 15 anni ho vissuto in una comunità familiare per due anni perché mia madre era malata (le fecero un tso), e mio padre non poteva/voleva tenermi.
Con mio padre non ho mai più avuto un bel.rapporto, mi ha anche picchiata più volte in modo molto violento.
Con mia madre non ho rapporti.
Ero fidanzata da 6 anni e convivevo da tre, adesso il nio ragazzo mi ha lasciata da tre mesi ed io non faccio che piangere, attacchi di ansia e crisi isteriche. Non ho un lavoro, sono bloccata nel mio limbo di solitudije perché i miei amico non sono qui.
Se esco lo faccio aolo con persone che conosco, vado sempre nello stesso posto, mi siedo sempre nello stesso posto, se conosco qualcuno mi pietrifico. Ho paura xhe questa cosa sfoci in depressione. Non so come uscirne e purtroppo non posso permettermi uno psicoterapeuta.
Autore

10/11/2017 19:30

Cara Vanessa, mi dispiace per quello che scrive. Ha un vissuto familiare carico di eventi complessi, che inevitabilmente devono aver influito sul suo sviluppo psico-affettivo e sui problemi attuali. Ha modo e voglia di attivarsi per cercare un lavoro? questo sicuramente può farle bene, oltre che permetterle di sostenere un percorso terapeutico che può esserle molto utile in questa fase. Buone cose. Angela
Maria

Maria 20/01/2018 15:45

Non so quanto potrà aiutarmi ma sto attraversando un periodo di grande ansia e a volte panico perché mia figkia di ben 26 anni deve andare lontano da casa. Ma sempre in Italia. Mi era già capitato l anno scorso con ansia tremolio attacchi fi panico quando era in America. Ho iniziato una terapia , ho preso un Po fi Xanax e i 6 mesi dino volati.
Al rientro tt si è normalizzato.e ho interrotto
Ora invece l idea che a breve deve andar via ha fatto esplodere tt i conflitti irrisolti. Sono agitata non.le sto vicino .ho paura come se non la vedessi più e ho ansia tremori..
Non credo serva terapia comportamentale perché ho qualche amico...insegno ..ma non riesco a gestire la mia quotidianità in tranquillità.
Sto esasperato tutti mio.marito ma soprattutto lei.
Non do cosa fare. Lo vivo come un vuoto un lutto..
Mi sembra che niente mi interessi fare senza di lei
Ho paura casa vuota ...Non ho voglia di far niente e ho difficoltà a concentrarmi sul lavoro
Sono un Po doavrntata
Autore

21/01/2018 18:24

Gentile Maria, più che terapia farmacologica, dovrebbe fare una psicoterapia per comprendere da dove proviene il disagio che prova quando una persona cara si allontana da lei. Sicuramente ci sono degli aspetti della sua vita da approfondire che non riguardano solo quello che succede ora, ma anche ciò che ha vissuto in passato. Buona fortuna
Maria

Maria 21/01/2018 20:17

Potrebbe indirizzarmi Meglio, per favore?
Giulia

Giulia 26/02/2018 17:39

Salve,
ho 19 anni e da ormai quasi 5 anni faccio molta fatica a star fuori casa per la notte, tanto che ho evitato di andare a diverse gite scolastiche e di inventare ogni tipo di scusa per evitare di stare fuori a dormire. Quando devo dormire fuori casa è sempre una tragedia: i giorni prima ho crisi di pianto e sento una forte paura di cui non saprei definirne la causa; in più questa paura sale ogni volta che parlo con mio papà e mia mamma, come se, come lei ha detto nella sua spiegazione, avessi paura di perderli (non per sempre, ma solo per quella notte in cui non sarò a casa). La notte fuori casa è solitamente insonne e piena di paura; molto spesso ho crisi d'ansia con difficoltà nel controllare il respiro e nel controllare la mia mente.
Inoltre soffro spesso di insonnia dovuta ad una continua agitazione e per tutta quest'ansia che mi porto dietro, nonostante da piccola fossi una bambina molto solare ed estroversa, mi sono chiusa in me stessa e tendo molto ad evitare di uscire dalla mia quotidinità che mi dona sicurezza.
L'anno scorso, stanca di questa situazione, mi sono rivolta ad una psicologa che però non ha risolto il problema e non ha trovato una causa a questo problema... Mi sento molto stanca e spaventata per quello che sto passando perchè mi sento diversa dai miei amici e, soprattutto, sento di star perdendo le esperienze più belle di questi anni.
Autore

7/03/2018 18:32

(Rispondo a Maria) Deve ricercare uno psicoterapeuta nella sua zona. Cordiali saluti
Autore

7/03/2018 18:40

Salve Giulia, se vuole occuparsi di quest'aspetto e sentirsi autonoma rispetto ai suoi genitori.. ed ha consultato una psicologa e non si è trovata bene, nel senso che non ha ancora risolto la problematica che ben descrive sopra, cosa le è utile fare? non so dove vive.. può ricercare qualche altro professionista nella sua zona? Cordiali saluti
Autore

7/03/2018 18:42

Gentile Maria, può consultare uno psicoterapeuta nella sua zona? Saluti
Autore

7/03/2018 18:45

Salve Giulia, se vuole affrontare la sua problematica e quindi sentirsi autonoma rispetto ai suoi genitori.. e se ha consultato una psicologa e non si è trovata bene e quindi non ha ancora risolto la problematica che ben descrive sopra, cosa le è utile fare? Non so dove vive.. nella sua zona può ricercare un altro psicoterapeuta che potrà aiutarla? Cordiali saluti
Marco

Marco 11/03/2018 20:37

Buongiorno
48 anni, da piccolo in colonia a 6 anni, rimasto solo per 4 settimane a Cesenatico, nessuna visita solo telefonate serali
Educazione con senso del dovere al massimo
Sempre al meglio in tutto: scuola, lavoro, relaziobi, sport...
Ho sempre sofferto di fortissima ansia per allontanarmi da casa, dalle figure famigliari, al punto da arrivare ad evitare le occasioni e necessità di spostamento
Mi sento limitato, bloccato, soffocato ma niente da fare, è più forte della pur forte ragione, prende stomaco, gola e non respiri più per la paura
Dura tutto il tempo del distacco o della paura di disgrazie, malattie, imprevisti etc
Provato psicologi, psichiatri per loro dovrei cambiare vita ma non credo proficuo gettare bambino con acqua sporca....
Sono purtroppo rassegnato, scrivere nel blog forse aiuterà più di tutto il resto!!
Speriamo!!

Autore

17/03/2018 16:55

Salve Marco... forse non ha trovato ancora la strada giusta o la terapia giusta per lei. Sicuramente ci sono delle cose da modificare, ma in primis va individuato il problema a monte ossia da dove proviene il malessere che lei dichiara di provare senza essere riuscito a venirne a capo. Hai mai provato una terapia EMDR? se inserisce "EMDR" come parola chiave all'interno del mio sito può farsi un'idea più precisa.. in bocca al lupo!
Luisa

Luisa 20/03/2018 23:49

Buonasera. Ho 34 anni e tra poco meno di 2 settimane andrò a convivere. È da Domenica che ho iniziato a realizzare veramente questa situazione ed è da Domenica che ho iniziato a stare male. Ho crisi di pianto e faccio fatica a trattenermi anche nelle situazioni di vita quotidiana. Non so spiegare il motivo ma ho paura di perdere i miei genitori. Ho paura di non essere all'altezza e di allontanarmi da loro non conciliando la vita di coppia con la vita di figlia. Mi rendo conto solo ora di quanto ho dato per scontato che avrei vissuto sempre nella stessa casa e sempre nella stessa città e ora non riesco a concepire come farò a staccarmi da tutta quella che fino ad ora è stata la mia vita. Mi sento persa abbandonata sola
concetta

concetta 6/06/2018 16:21

Io con il senso di abbandono ho trascorso tutta la mia vita. E' come se si rigenerasse ad ogni svolta. Ora ne sono afflitta a causa della lontananza dai miei figli. Cosa posso fare?
federico

federico 5/07/2018 10:19

Salve. Penso di soffrire di angoscia da abbandono. Ho una relazione con una donna narcisista che mette in atto le note dinamiche psicopatiche approfittando della mia dipendenza affettiva. Puo consigliarmi un rimedio. grazie
Gemma

Gemma 29/07/2018 15:57

Salve sono una donna di 56 anni ho avuto un matrimonio infelice pur essendomi sposata per amore,ho conosciuto mio marito a 14 anni e sposata a 22.sin dai primi tempi ero insoddisfatta di lui che non mi dava attenzioni amore,solo sesso,dopo 3 anni è arrivata ,dopo una cura da parte sua,la prima figlia da me tanto desiderata,ma per lui era un ostacolo al suo modo di vivere da immaturo e irresponsabile,io sempre più triste più sola ho accettato attenzioni da altri uomini e avuto relazioni che mi riempivano i vuoti creati da mio marito.mi sono innamorata un paio di volte e sono stata malissimo quando finiva.Volevo bene cmq a mio marito che non mi dava nulla nella speranza che un giorno cambiasse,quel giorno non è mai arrivato,sempre liti incomprensioni e paure quando spesso lui beveva e mi terrorizzava con la sua violenza verbale ,parolacce e minacce.lui sapeva delle mie storie ma non andava via non mi caccia a è mi rendeva la vita un inferno.dopo la nascita della seconda figlia le cose non miglioravano anzi......decisi di allontanarmi da lui non lo amavo più,non sopportavo la sua voce la sua presenza.ci spariamo non legalmente io mi innamoro di un altro sono felice,Lui ci rende la vita impossibile fino alla rottura di questa relazione.lo odiavo.stavo malissimo per la storia finita e lui mi riporta a casa e continua a fare la sua vita con amici uscite feste e balli io comincio a prendere psicofarmaci per andare avanti.stavo sempre peggio fino a che trovo la forza di cacciarlo per sempre.Mi sentivo rinata anche se le mie figlie erano devastate dagli eventi negativi,cerco di andare avanti faccio lavori casuali lui non mi passa nulla.cmq stavo bene tra si era creata una certa armonia ci vedevamo anche di nascosto dalle nostre figlie che terrorizzare non volevano che tornassimo insieme si andava avanti fino al giorno in cui scopro che lui contemporaneamente stava con un'altra.sono diventata pazza dal dolore l'ho aggredito verbalmente e mi chiedevo perché????? Lui mi risponde che io avevo avuto degli amanti ora toccava a lui.a farla breve io sto malissimo piango continuamente vomito e vado di corpo non riesco più a vivere lui ci ripensa torna da me è dopo un mese ritorna da lei....sono devastata non vivo più lui mi accusa di averlo codificato senza chiedersi il perché. Sto male e mi chiedo come sia possibile se quando ero innamorata di un altro lui per me non esisteva più? Vorrei capire il perché intanto sto malissimo e a volte penso di farla finita.Aiutatemi vi prego!!!!!
Autore

18/09/2018 22:09

Salve Federico, ha mai fatto una psicoterapia?
Autore

18/09/2018 22:13

Salve Gemma, la sua sofferenza dura da anni, mi sembra di capire, senza trovare mai una via di uscita. Ha mai chiesto aiuto per queste problematiche che vive (medico, psichiatra o psicoterapeuta)?

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