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apr 19 2017

Scritto da Angela Marchese

La Depressione: sintomi, cause e trattamenti più efficaci

La depressione rientra nei disturbi dell'umore e in particolare nel Disturbo Depressivo Maggiore (DSM V-Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali). Generalmente chi presenta i sintomi della depressione mostra e prova frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza e tende a non provare piacere nelle comuni attività quotidiane. Vive quindi in una condizione di costante malumore e con pensieri negativi e pessimisti circa sé stessi e il proprio futuro.
Spesso la depressione nasce dall'incapacità di accettare una perdita o il non raggiungimento di un proprio scopo (che viene vissuto come un fallimento insuperabile), come può accadere nelle situazioni di lutto, nella perdita del lavoro, nei casi di malattia, oppure in seguito alla rottura di una relazione affettiva importante. La depressione può manifestarsi con diversi livelli di gravità. Alcune persone presentano sintomi di bassa intensità, legati ad alcuni momenti di vita, mentre altre si sentono cosi depresse da non riuscire a svolgere le normali attività quotidiane.

All'interno del DSM V i disturbi depressivi includono: il disturbo da regolazione dell’umore dirompente, il disturbo depressivo maggiore (che include l’episodio depressivo maggiore), il disturbo depressivo persistente (distimia), il disturbo disforico premestruale, il disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci o correlato a un'altra condizione medica.
Concentrandoci ora sul disturbo depressivo maggiore sicuramente è il disturbo dell'umore più diffuso nella popolazione adulta. A soffrirne sono soprattutto le donne ed in genere esordisce con maggior frequenza tra i 25 e i 45 anni. Attualmente la depressione è considerata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità la seconda causa di disabilità nel panorama delle malattie fisiche e psicologiche, seconda solo all'infarto.

Quali sono i sintomi della depressione?

Soffrire di disturbo depressivo maggiore non significa semplicemente "essere tristi" o "giù di corda" ogni tanto, ma trovarsi in una condizione di persistente e severo abbattimento, al quale si è incapaci di reagire, indipendentemente dalla propria volontà e dalla presenza di persone che cercano di essere vicine e di trasmettere positività.

I sintomi della depressione più comuni sono: perdita di energie, senso di fatica, difficoltà nella concentrazione e memoria, agitazione motoria e nervosismo, perdita o aumento di peso, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), mancanza di desiderio sessuale e dolori fisici. Le emozioni tipiche sperimentate da chi soffre di disturbo depressivo sono tristezza, angoscia, disperazione, insoddisfazione, senso di impotenza, perdita della speranza, senso di vuoto.
I sintomi cognitivi sono la difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi, la ruminazione mentale (restare a pensare al proprio malessere e alle possibili ragioni), autocriticismo e autosvalutazione, pensiero catastrofico e pensiero pessimista. I comportamenti che contraddistinguono la persona depressa sono l'evitamento degli altri e l’isolamento sociale, i comportamenti passivi, frequenti lamentele, la riduzione dell’attività sessuale e, nei casi peggiori, i tentativi di suicidio.

La depressione nell'infanzia/adolescenza e negli anziani

Le modalità di presentazione del disturbo sono estremamente soggettive: il disturbo può assumere caratteristiche molto diverse da paziente a paziente. Questo è vero soprattutto nel caso dei bambini/adolescenti e degli anziani.
Nei bambini più piccoli, la depressione compare spesso in associazione ad altre patologie neurologiche o psichiatriche come, per esempio, l'ansia da separazione, la fobia sociale o il disturbo da iperattività e disattenzione (ADHD) e si manifesta principalmente con sintomi quali tristezza, irritabilità, disperazione, dispiacere, cambiamenti comportamentali.

Negli adolescenti il disturbo depressivo maggiore può essere particolarmente difficile da riconoscere sia perché le oscillazioni dell'umore, la ridotta autostima e le difficoltà relazionali/comportamentali sono considerate una normale componente del processo di crescita sia perché spesso il disturbo si manifesta principalmente con sintomi "atipici" quali ansia, rabbia e isolamento sociale.

Negli anziani l'insorgenza di un disturbo depressivo può essere particolarmente subdolo sia perché tende a determinare sintomi lievi e poco definiti, facilmente interpretabili come un semplice riflesso dell'età che avanza (lentezza dei movimenti, declino cognitivo, perdita di interesse, riduzione del desiderio ecc.) o come disturbi organici associati a malattie diverse (difficoltà digestive, insonnia, riduzione della forza muscolare, dolori in diverse parti del corpo ecc.). Sul fronte dell'umore, gli anziani depressi si presentano particolarmente annoiati, pessimisti, insoddisfatti, tendono a fare le stesse cose ogni giorno ed evitano l'interazione sociale.

Quali sono le cause della depressione?

La depressione può colpire chiunque. Le cause possono essere molteplici e diverse da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, lutti familiari, problemi di lavoro, problemi di salute). Le ricerche mostrano tuttavia la presenza di due fattori di rischio principali come cause della depressione:
- il fattore biologico: alcune persone nascono con una maggiore predisposizione genetica verso la depressione;
- il fattore psicologico: le esperienze e i comportamenti appresi nel corso della propria storia di vita (es: la ruminazione mentale) possono rendere vulnerabili alla depressione.

Quali trattamenti sono più efficaci?

Il disturbo depressivo maggiore non va sottovalutato perché difficilmente la situazione migliora senza il ricorso a trattamenti specifici. Il trattamento spesso prevede l’associazione combinata di interventi psicoterapici e farmacologici (antidepressivi). L’obiettivo della psicoterapia deve tendere a migliorare le capacità di coping del soggetto, rimuovendo le distorsioni cognitive che impediscono un'azione adattiva e incoraggiando i pazienti a riprendere gradualmente i ruoli sociali e occupazionali.
Di grande efficacia si rivela il trattamento con la psicoterapia EMDR, anche nei casi più gravi. Considerando che, tra i fattori che determinano l’insorgenza della sintomatologia depressiva vi siano eventi di vita avversi, stressanti, drammatici non sufficientemente rielaborati (quali lutti, malattie, perdite gravi o cambiamenti non attesi e fortemente destabilizzanti), che esercitano la loro influenza negativa sui pensieri, sulle emozioni e sul comportamento delle persone che ne vengono travolte, attraverso il lavoro con l'EMDR è possibile individuare, desensibilizzare gli eventi di vita stressanti e traumatici antecedenti connessi con la sintomatologia depressiva così da integrarli in una rete mnestica più funzionale.
Ciò porta di conseguenza ad una destrutturazione delle cognizioni negative e svalutanti (es. “non sarò mai felice”, “sono malato”, “non vado bene”) e parallelamente al rafforzamento di risorse e cognizioni positive maggiormente adattive (es. “Posso stare bene”, “vado bene”).
Grazie al lavoro con l’EMDR è possibile incrementare la qualità della vita delle persone, aumentandone il senso di efficacia e di sicurezza e favorendo lo sviluppo di una prospettiva futura positiva e fiduciosa.

Pubblicato su Tablò, Giornale di Acerra, Aprile 2017


Psicologa, Psicoterapeuta, Acerra, Napoli Angela Marchese

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