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nov 25 2018

Scritto da Angela Marchese

La violenza domestica, subiscono le donne e i loro figli

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che una donna su tre nell'arco della propria vita sperimenti una qualche forma di violenza fisica e/o sessuale.
In Italia la violenza sulle donne è un fenomeno diffuso e ancora in gran parte sommerso. Secondo l’ISTAT (2015) 6 milioni e 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le donne che hanno subito stupri sono 652 mila. Nel 62,7% dei casi lo stupro è stato commesso da partner o ex, che risultano essere tra coloro che commettono le violenze più gravi.

Altrettanto gravi le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro. Si stima che siano 8 milioni 816mila (43,6%) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale e che 3 milioni 118mila le donne (15,4%) che le hanno subite negli ultimi tre anni.
Nella sua forma più estrema, la violenza contro le donne sfocia nel femminicidio. Solo nel 2016 le vittime di femminicidio sono state 149, di cui tre quarti uccise da un marito, fidanzato o convivente. Una donna uccisa ogni due giorni.

I dati rilevati indicano che la violenza contro le donne è perpetuata prevalentemente da compagni, mariti, fidanzati o ex: l’80% delle aggressioni verso le donne avviene infatti tra le mura domestiche. Eppure le donne faticano a denunciare.

Persone violente e vittime si trovano in tutti gli strati sociali, indipendentemente dal grado di educazione, reddito, status, cultura, origine e età. Nel 1993 la Dichiarazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull'eliminazione della violenza domestica ha definito la violenza contro le donne come: "qualunque atto di violenza sessista che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata"

Diverse sono le forme e i modi in cui la violenza è manifestata e agita

La violenza psicologica
La violenza psicologica consiste in comportamenti, azioni e parole che minano e mettono in pericolo l’identità e l’autostima, come p.e. insulti, controllo, minacce, isolamento, minaccia di morte o di suicidio (anche davanti a terzi), ricatti, pressione psicologica a mezzo di danneggiamenti oggetti importanti e/o sevizie sino all'uccisione di animali domestici.

La violenza fisica
La violenza fisica si manifesta come un’aggressione corporea contro la persona con comportamenti quali: spintonare, colpire, schiaffeggiare, percuotere, strangolare, tirare i capelli, provocare ferite con calci, ustioni, armi contundenti e/o da fuoco sino all'uccisione.

La violenza sessuale
La violenza sessuale consiste in comportamenti a sfondo sessuale e in ogni forma di sessualità attiva e passiva imposte contro la volontà della donna, come p.e. ogni costrizione al sesso (anche con terzi o per soldi), ogni forma di denigrazione sessuale sino allo stupro. Per donne di determinate culture è da considerare violenza anche ogni forma di mutilazione degli organi sessuali.

La violenza economica
La violenza economica è: creare o mantenere una dipendenza economica, non dare alcun mantenimento o darlo in misura inadeguata, costringere all'assunzione di impegni finanziari, vietare o impedire il lavoro o la formazione, sfruttare il lavoro, abusare della disponibilità di mezzi finanziari.

Stalking
Lo “stalking” indica un comportamento persecutorio che attraverso azioni sistematiche e continue (persecuzioni, molestie, minacce, diffamazioni) mira a creare nella persona perseguitata uno stato di ansia e impotenza che pregiudica fortemente la sua libertà e autonomia.

La violenza assistita
Spesso anche i bambini delle relazioni violente subiscono direttamente la violenza. Ma anche quando non sono coinvolti direttamente sono vittime della violenza assistita. Essi vedono, ascoltano, sentono sempre la violenza che subisce una persona per loro importante. Meno conosciuto della violenza sulle donne è il fenomeno della violenza assistita intrafamiliare, spesso connessa con le molestie sui bambini.
Seguendo la definizione del CISMAI per violenza assistita intendiamo l’esperienza di qualsiasi forma di maltrattamento, compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale, economica e atti persecutori (stalking) su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative, adulte o minorenni, a cui assiste un/una bambino/a o adolescente.

Conseguenze e sintomi

Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo, o quanto più esiste un legame consanguineo tra l’aggressore e la vittima. Può portare gravi conseguenze nella vita psichica delle donne e dei bambini che la subiscono perché può far sviluppare problemi psicologici come sindromi depressive, problemi somatici come tachicardia, sintomi di ansia, tensione, sensi di colpa e vergogna, bassa autostima, disturbo post-traumatico da stress e molti altri.

Le donne maltrattate riferiscono molto di più spesso sintomi gastrointestinali (ad esempio, la perdita dell’appetito, disturbi alimentari), disturbi funzionali gastrointestinali (ad esempio, sindrome del colon irritabile), allo stesso modo, possono essere riferiti anche sintomi cardiaci come ipertensione e dolore precordiale.

Gli studi sull'infanzia ci dicono che la violenza ha effetti dannosi per i bambini a livello emotivo, cognitivo, comportamentale, fisico-relazionale e a breve, medio e lungo termine. Si ripercuote infatti anche sulle relazioni future dei bambini, quando saranno adulti. È infatti ampiamente riconosciuto che una bambina che ha assistito a episodi di violenza sulla propria madre avrà maggiori probabilità di essere vittima di violenza da adulta, e un bambino che ha assistito a episodi di violenza sulla propria madre avrà maggiori probabilità di diventare un adulto abusante. È la cosiddetta trasmissione intergenerazionale della violenza.

Diventa fondamentale e prioritario fornire possibilità di cura e di sostegno che mirino ad interrompere il ciclo dell’abuso e la trasmissione di modelli di comportamento disfunzionali attraverso le generazioni.

Denunciare, chiedere aiuto, creare una rete di supporto, proteggere, sostenere la resilienza delle donne e la capacità di affrontare la violenza oltre la paura, sono solo alcune delle strategie primarie per la prevenzione della violenza contro le donne, della violenza assistita dai bambini nella famiglia e per l’interruzione della trasmissione intergenerazionale .

Fonti:
- WeWorld Reports n.5, 8 marzo 2018
- Istat (2015), La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia, https://www.istat.it/it/archivio/161716
- CISMAI (2017), Requisiti minimi degli interventi nei casi di violenza assistita, http://cismai.it/requisiti-minimi-degliinterventi-nei-casi-di-violenza-assistita/
- Associazione EMDR Italia www.emdr.it

Pubblicato su Tablò, Giornale di Acerra, Dicembre 2018


Psicologa, Psicoterapeuta, Acerra, Napoli Angela Marchese

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