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giu giugno 20 2018 18

Angela Marchese

La depressione comincia in adolescenza. E non va ignorata


Secondo i dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutto il mondo sono 350 milioni le persone che soffrono di depressione, disturbo che colpisce maggiormente i giovani tra i 10 e i 19 anni di età. Ciò che maggiormente preoccupa gli esperti è che la depressione sia diventata uno dei motivi principali di invalidità per i giovani e il suicidio rappresenta la terza causa di morte in adolescenza.
La metà di tutti i disordini mentali di cui soffrono gli adulti cominciano intorno ai 14 anni di età, ma nella maggior parte dei casi non vengono riconosciuti e trattati. E’ importante monitorare attentamente bambini e ragazzi ed indirizzarli verso percorsi di cura adatti.

Quali sintomi indicano la depressione in un adolescente

L’adolescenza è la fase evolutiva della vita che l’individuo attraversa nel passaggio dal mondo infantile a [Continua]

dic dicembre 21 2017 17

Come aiutare i bambini... dopo la perdita di una persona cara

  • 21/12/2017

La perdita di una persona cara è un’esperienza emotiva tra le più dolorose per gli esseri umani ed ancor più per un bambino. Inoltre un evento così grave, come la morte di un genitore, ha un forte impatto emotivo su tutta la famiglia e la rete di riferimento del bambino che potrebbe sentire di non poter chiedere aiuto per evitare di affaticare ulteriormente i suoi cari.

Conoscere le reazioni del bambino alla morte

In caso di perdita di una persona cara i bambini esprimono i loro sentimenti in maniera differente rispetto agli adulti, le loro reazioni sono diverse a seconda dell’età e della reazione delle persone che lo circondano.
I bambini soffrono un po’ alla volta, non riescono a mantenere la stessa intensità emotiva per periodi lunghi, come succede invece agli adulti. Possono manifestare reazioni emotive in modo discontinuo. Ad es. [Continua]

giu giugno 13 2017 17

Angela Marchese

Davanti allo specchio: il Disturbo di Dismorfismo corporeo


Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo (in precedenza noto anche dismorfofobia) è stato inserito nel DSM-V nella categoria dei Disturbi Ossessivo Compulsivi. Chi ne soffre prova forte ansia, preoccupazione e insoddisfazione nei confronti di una o più caratteristiche del proprio corpo ritenute difettose.

Le imperfezioni percepite non sono osservabili o appaiono agli altri solo in modo lieve. La persona si percepisce "non attraente", "non giusta", "orribile", "un mostro". Le lamentele riguardano difetti lievi o immaginari del volto o della testa, come capelli, acne, rughe, cicatrici, manifestazioni vascolari, pallore, rossore, sudorazione, asimmetrie o sproporzioni del viso, oppure eccessiva peluria. Altre preoccupazioni riguardano la forma, le misure, o qualche altro aspetto di naso, occhi, palpebre, sopracciglia, orecchie, bocca, labbra, denti, [Continua]

mag maggio 20 2017 17

Angela Marchese

Mio figlio adolescente si taglia. Cutting e autolesionismo


Il cutting, ovvero tagliarsi su braccia e gambe con oggetti appuntiti come coltelli, lamette, pezzi di vetro, lattine usate, rappresenta l’ultima frontiera dell’autolesionismo giovanile. Si stima che circa il 10% dei teenager tra i 13 e i 16 anni facciano ricorso al cutting, dunque oltre 200mila adolescenti, di questi il 90% sono femmine e spesso utilizzano i social network come vetrina di esposizione e richiesta di aiuto. Negli ultimi anni il fenomeno di emulazione attraverso i social è aumentato del 30%.

Come spiega lo psichiatra Charmet, con una grande esperienza clinica tra i giovanissimi: "Tagliarsi è un rito ipnotico e catartico. Il coltello che scava nella pelle, la vista del sangue, il batuffolo d'ovatta che si macchia, la ferita che diventerà una cicatrice e dunque un trofeo. Può essere la rabbia contro un'ingiustizia subita, un rifiuto [Continua]

feb febbraio 24 2017 17

Genitori troppo presenti e protettivi fanno male ai figli

  • 24/02/2017

"Stai attento, non prendere freddo"; "Mi raccomando vai piano"; "Fammi uno squillo quando arrivi"; "Stai bene? Tutto a posto?"; "Non andare in giro col buio"; "Con chi esci? Dove vai? Cosa fai?". Se queste frasi fossero pronunciate una volta ogni tanto, non ci sarebbe nulla di male. Parlerebbero di un genitore che si interessa della vita e della sicurezza del proprio figlio.
Il problema sorge quando frasi simili vengono espresse in modo continuo, quasi ossessivo, non solo a figli piccoli, adolescenti, ma anche a giovani adulti che già lavorano, o vanno all'università e magari stanno mettendo su famiglia. In tal caso rivelano un genitore apprensivo, che vive la crescita del figlio (la sua progressiva autonomia, il suo andare nel modo, l'ampliamento delle sue relazioni) in modo angosciante: vede pericoli ovunque, li vede enormi, imminenti, pronti a colpire e [Continua]

feb febbraio 25 2016 16

Angela Marchese

Le paure nell'infanzia e nell'adolescenza


La paura è antica quanto l’uomo. Essa può venire considerata come un meccanismo autoprotettivo utile alla crescita del bambino, in quanto attiva alcune reazioni che servono a difenderlo dai potenziali pericoli che provengono dall'ambiente. Le paure sono frequenti nella vita dei bambini e cambiano in base all'età: se nell'infanzia ci si trova di fronte a paure di tipo più “irrazionale” (mostri e fantasmi), crescendo esse divengono sempre più complesse ed articolate, interessando la sfera sociale e relazionale (ad es. la paura di apparire inadeguati). La paura può diventare patologica quando si attiva senza che vi sia un pericolo reale, o quando si manifesta con una intensità eccessiva, decisamente sproporzionata allo stimolo che l’ha provocata.

Le paure più frequenti nell'età evolutiva

La paura del buio è certamente una tra le più [Continua]

ott ottobre 17 2014 14

Allarme cyberbullismo: 1 studente su 4 subisce o perseguita. Consigli per i ragazzi, gli insegnanti e i genitori

  • 17/10/2014

Come nel mondo reale ci sono bulli che usano violenze fisiche o psicologiche nei confronti dei compagni, così nel mondo “virtuale” esistono persone che, avvantaggiate dall'anonimato, usano il Web per esercitare la loro prepotenza. È questo il fenomeno del cyberbullismo, una forma di molestia condotta tramite mezzi elettronici e più specificatamente e-mail, siti web, chat, blog, telefoni cellulari.
Secondo una ricerca realizzata nel 2013 da Ipsos e Save the Children, risulta che 4 minori su 10 sono testimoni di atti di bullismo online verso coetanei, percepiti “diversi” per aspetto fisico (67%), per orientamento sessuale (56%) o perché stranieri (43%).
Il bullismo virtuale si differenzia da quello reale per l’anonimato del molestatore, la sua difficile reperibilità e l’assenza dei limiti [Continua]

ott ottobre 22 2013 13

Le 7 regole d'oro per educare i bambini

  • 22/10/2013

Giovanni Bollea (Cigliano, 5 dicembre 1913 – Roma, 6 febbraio 2011) è stato uno psichiatra e medico italiano, padre della moderna neuropsichiatria infantile (NPI). Fu fondatore e direttore dell'Istituto di neuropsichiatria infantile a Roma e primo presidente della Società italiana di neuropsichiatria infantile, nonché promotore di innumerevoli iniziative a favore dell'infanzia. Riferendosi a lui Gabriel Levi diceva: "Pensava che bisognasse saper lavorare con i genitori, dicendo loro la verità, aiutandoli e facendosi aiutare da loro [...].

Ecco quindi alcune sue indicazioni sempre valide nel rapporto educativo con i propri figli.

Dategli meno. Hanno troppo, non c’è dubbio. Il consumismo fa scomparire il desiderio e apre le porte alla noia. Quella che conta è l’intensità, non la quantità di tempo passato con i bambini. I primi venti minuti del [Continua]
giu giugno 4 2012 12

Sostenere i ragazzi bocciati, ma stop a internet e telefonino

  • 4/06/2012

Punire o consolare i figli che non hanno superato l'anno scolastico? La fine della scuola non è per tutti un bel momento. Bocciature e 'debiti' sono in arrivo per molti ragazzi italiani, insieme ai dubbi dei genitori su come affrontare la situazione. "Ovviamente non ci sono ricette facili e uguali per tutti. Ma alcuni punti fermi sì" - come spiega anche Claudio Tonzar, docente di psicologia scolastica all'Università di Urbino che stila un piccolo vademecum per mamme e papà 'delusi'.

I ragazzi vanno sostenuti psicologicamente. Ma anche puniti, se necessario, in modo costruttivo

Inutile costringerli a tre mesi solo sui libri. Utile, invece, togliere internet e telefonino per sottolineare la gravità della bocciatura. Ovviamente ogni esperienza è diversa. Ci sono casi, ad esempio, di 'bocciature inspiegabili', di ragazzi dotati che si trovano, [Continua]

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