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mag maggio 20 2017 17

Angela Marchese

Mio figlio adolescente si taglia. Cutting e autolesionismo


Il cutting, ovvero tagliarsi su braccia e gambe con oggetti appuntiti come coltelli, lamette, pezzi di vetro, lattine usate, rappresenta l’ultima frontiera dell’autolesionismo giovanile. Si stima che circa il 10% dei teenager tra i 13 e i 16 anni facciano ricorso al cutting, dunque oltre 200mila adolescenti, di questi il 90% sono femmine e spesso utilizzano i social network come vetrina di esposizione e richiesta di aiuto. Negli ultimi anni il fenomeno di emulazione attraverso i social è aumentato del 30%.

Come spiega lo psichiatra Charmet, con una grande esperienza clinica tra i giovanissimi: "Tagliarsi è un rito ipnotico e catartico. Il coltello che scava nella pelle, la vista del sangue, il batuffolo d'ovatta che si macchia, la ferita che diventerà una cicatrice e dunque un trofeo. Può essere la rabbia contro un'ingiustizia subita, un rifiuto [Continua]

apr aprile 19 2017 17

Angela Marchese

La Depressione: sintomi, cause e trattamenti più efficaci


La depressione rientra nei disturbi dell'umore e in particolare nel Disturbo Depressivo Maggiore (DSM V-Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali). Generalmente chi presenta i sintomi della depressione mostra e prova frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza e tende a non provare piacere nelle comuni attività quotidiane. Vive quindi in una condizione di costante malumore e con pensieri negativi e pessimisti circa sé stessi e il proprio futuro.
Spesso la depressione nasce dall'incapacità di accettare una perdita o il non raggiungimento di un proprio scopo (che viene vissuto come un fallimento insuperabile), come può accadere nelle situazioni di lutto, nella perdita del lavoro, nei casi di malattia, oppure in seguito alla rottura di una relazione affettiva importante. La depressione può manifestarsi con diversi livelli di gravità. Alcune [Continua]

mar marzo 20 2017 17

Angela Marchese

EMDR, la terapia innovativa per ansia, stress e traumi


L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un trattamento psicoterapeutico scoperto nel 1989 dalla psicologa americana Francine Shapiro. Utilizzato in origine per alleviare lo stress associato ai ricordi traumatici ha ricevuto negli anni abbondanti supporti clinici coinvolgendo psicoterapeuti, ricercatori della salute mentale, neurofisiologi.
Oggi è considerato il trattamento evidence-based per il DSPT (Disturbo da Stress Post Traumatico), validato da più ricerche e pubblicazioni di qualunque altra psicoterapia nel campo del trauma. E’ approvato dall’American Psychological Association (1998-2002), dall’American Psychiatric Association (2004), dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010), dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel [Continua]

feb febbraio 24 2017 17

Genitori troppo presenti e protettivi fanno male ai figli

  • 24/02/2017

"Stai attento, non prendere freddo"; "Mi raccomando vai piano"; "Fammi uno squillo quando arrivi"; "Stai bene? Tutto a posto?"; "Non andare in giro col buio"; "Con chi esci? Dove vai? Cosa fai?". Se queste frasi fossero pronunciate una volta ogni tanto, non ci sarebbe nulla di male. Parlerebbero di un genitore che si interessa della vita e della sicurezza del proprio figlio.
Il problema sorge quando frasi simili vengono espresse in modo continuo, quasi ossessivo, non solo a figli piccoli, adolescenti, ma anche a giovani adulti che già lavorano, o vanno all'università e magari stanno mettendo su famiglia. In tal caso rivelano un genitore apprensivo, che vive la crescita del figlio (la sua progressiva autonomia, il suo andare nel modo, l'ampliamento delle sue relazioni) in modo angosciante: vede pericoli ovunque, li vede enormi, imminenti, pronti a colpire e [Continua]

ott ottobre 24 2016 16

Angela Marchese

Il Disturbo da Stress Post Traumatico


Il Disturbo da stress post-traumatico (DSPT) si manifesta con una serie di sintomi di disagio innescati dall'esperienza di eventi traumatici stressanti, come la personale esposizione ad eventi dolorosi, a una malattia grave, al rischio di morire o ad altre serie minacce alla propria integrità fisica o a quella di familiari e amici stretti (catastrofi naturali, terremoti, violenze personali, minaccia di morte, ferita grave, incidenti, lutti, ecc.).

Affinché si sviluppi il disturbo da stress post-traumatico non è indispensabile che la situazione sperimentata sia stata effettivamente catastrofica, ma che la persona coinvolta l'abbia percepita come tale. Entro certi limiti, quindi, la probabilità che si instauri il disturbo non dipende solamente dal tipo di evento vissuto, ma anche dal profilo psicoemotivo e da fattori di vulnerabilità individuali della persona [Continua]

mag maggio 20 2016 16

Il disturbo di ansia da separazione in età adulta

  • 20/05/2016

L'ansia da separazione tipicamente è associata al bambino che mal gestisce la separazione dalla madre. Se non si interviene nell'infanzia queste problematiche si trascinano in età adulta. Vediamo come.

La separazione è un passaggio difficile, ma fondamentale per il bambino: alla sicurezza offerta dalla presenza fisica del genitore che si prende cura, il bambino deve affiancare la certezza del suo ritorno e la capacità di fare affidamento sulla sua immagine interna quando è lontano. Se il passaggio risulta difficile per svariati motivi, si può incorrere in un disturbo d'ansia da separazione che colpisce molti bambini e che è importante risolvere nell'infanzia. Qualora le difficoltà permangano, l'adulto si porterà dietro questa ferita che genera una forte insicurezza nella gestione dell’autonomia personale e delle relazioni di coppia. Parliamo allora di [Continua]

apr aprile 26 2016 16

Angela Marchese

Eritrofobia e la paura di arrossire


L’eritrofobia (dal greco erithros, rosso), nota anche come ereutofobia (dal greco éruthros, rossore), è la paura ossessiva di arrossire. Di per sé l’arrossire delle guance è un fenomeno non patologico che può verificarsi in seguito ad uno sforzo fisico, dopo un’esposizione al calore, per effetto dell’alcool, in seguito a un fenomeno irritativo della pelle o anche per un’attivazione emotiva. In particolar modo ci possiamo “scaldare” per un momento di rabbia o più comunemente per timidezza: ad esempio durante una conversazione, quando si tocca un argomento delicato, quando abbiamo l’impressione di essere attaccati o derisi, se ci troviamo a parlare con persone il cui giudizio per noi ha molta importanza.
Mentre si fa poco caso e si trascura il rossore che si manifesta sul volto dopo una lunga corsa, l’avvertire la “vampata” che sale sulle guance mentre [Continua]

feb febbraio 25 2016 16

Angela Marchese

Le paure nell'infanzia e nell'adolescenza


La paura è antica quanto l’uomo. Essa può venire considerata come un meccanismo autoprotettivo utile alla crescita del bambino, in quanto attiva alcune reazioni che servono a difenderlo dai potenziali pericoli che provengono dall'ambiente. Le paure sono frequenti nella vita dei bambini e cambiano in base all'età: se nell'infanzia ci si trova di fronte a paure di tipo più “irrazionale” (mostri e fantasmi), crescendo esse divengono sempre più complesse ed articolate, interessando la sfera sociale e relazionale (ad es. la paura di apparire inadeguati). La paura può diventare patologica quando si attiva senza che vi sia un pericolo reale, o quando si manifesta con una intensità eccessiva, decisamente sproporzionata allo stimolo che l’ha provocata.

Le paure più frequenti nell'età evolutiva

La paura del buio è certamente una tra le più [Continua]

dic dicembre 16 2015 15

Angela Marchese

Ansia anticipatoria: imparare a gestirla senza esserne terrorizzati


Quando eravamo piccoli e ci aspettavamo i nostri doni, sia a Natale che per il nostro compleanno, l’attesa ci generava una sensazione positiva. Poi crescendo abbiamo cominciato a tollerare di meno il dover aspettare e, in molti casi, l’ansia di vivere una situazione si è trasformata in anticipazione di pensieri negativi. "E se non soddisfo le sue aspettative? Cosa succede se non ci riesco? Mi lascerà? Se arrossisco sarò giudicato un debole? Con quale umore inizierò la prossima giornata? E se mi viene un altro attacco di panico, cosa farò?". I dubbi rispetto alle nostre capacità di affrontare gli eventi futuri sono carichi di aspettative negative e ovviamente questo crea molta tensione.

Si parla in questi casi di ansia anticipatoria. Il nostro cervello va oltre e anticipa potenziali disastri, calamità, errori e problemi, che possono [Continua]

set settembre 18 2015 15

Angela Marchese

Le malattie psicosomatiche: perché il Malessere finisce sul corpo?


Ulcere e coliti, allergie, asma e malattie della pelle, cefalee e ipertensione. Aumentano le malattie psicosomatiche, quelle di cui non si trova la causa organica: il disturbo e il dolore sono reali, ma dagli accertamenti clinici non emerge nulla, dando spazio all'ipotesi che a innescare la malattia sia piuttosto una forma di disagio interiore. Rabbia trattenuta a lungo, ansia, depressione, stress. Perché anche le emozioni, se si cronicizzano, fanno ammalare.

Quando il corpo si difende da emozioni dolorose e intollerabili manifesta il proprio disagio su alcuni organi, detti bersaglio. È il meccanismo di azione dei disturbi psicosomatici. L'ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere sentite e vissute, trovano una via di scarico immediata nel corpo, incanalandosi in uno o più sintomi.

La psicosomatica è quella [Continua]

lug luglio 13 2015 15

Angela Marchese

Ipocondria: cos'è e come si cura


Che cos'è l'ipocondria
L’ipocondria è caratterizzata dalla preoccupazione e dalla paura di avere una grave malattia, basata sull'errata interpretazione di segni e sintomi fisici, senza aver ricevuto un'accurata valutazione medica. In Italia a soffrire di “malattie immaginarie” sarebbero circa 8 milioni di italiani di età compresa tra i venti e i settant'anni. Le malattie più temute sono il cancro e le malattie cardiache che portano gli ipocondriaci a controllare ossessivamente, attraverso analisi di laboratorio sempre negative, indici ematici, funzioni fisiologiche, organi interni.

I sintomi
Nell'ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la respirazione), alterazioni fisiche di lieve entità (per es. piccole ferite, un raffreddore, o una saltuaria allergia), oppure sensazioni fisiche vaghe o ambigue (per es. [Continua]

mag maggio 25 2015 15

Angela Marchese

Il disturbo da attacchi di panico


Il disturbo da Attacchi di Panico è caratterizzato da ripetuti episodi di ansia acuta, appunto “panico”, che possono durare da qualche minuto fino ad un’ora. Il soggetto prova all'improvviso, in modo completamente inaspettato, un’intensa e traumatizzante esperienza di paura fisica e psicologica, con conseguente timore di perdere il controllo, di svenire e persino di morire.

Due Colonne Ugualicolonna sinistra colonna destra

I sintomi tipici degli attacchi di panico sono:

Palpitazioni/tachicardia (battiti irregolari, pesanti, agitazione in petto, sentirsi il battito in gola) Paura di perdere il controllo o di impazzire (ad es. paura di fare qualcosa di imbarazzante in pubblico) Sensazioni di sbandamento, instabilità (capogiri e vertigini) Tremori fini o a grandi scosse Sudorazione Sensazione di soffocamento Dolore o [Continua]
apr aprile 15 2015 15

Angela Marchese

Roba da... strapparsi i capelli! La tricotillomania


Chi soffre di tricotillomania?
Una persona che, nei momenti in cui è particolarmente nervosa o sovrappensiero, si strappa i capelli, le ciglia, le sopracciglia o la barba, al punto da provocare la comparsa di zone completamente glabre (senza peli). La persona può utilizzare le proprie unghie, le pinzette o perfino specifiche attrezzature mediche.
Il disturbo può comparire ad ogni età, anche se spesso si manifesta nell'infanzia o nell'adolescenza, con un'incidenza maggiore nel sesso femminile. Può subire delle evoluzioni e dei cambiamenti, per esempio i soggetti possono iniziare a strapparsi i capelli e poi passare alle sopracciglia e/o alle ciglia; inoltre il fenomeno può essere transitorio, episodico o continuo e la sua intensità può fluttuare.

In cosa consiste questo disturbo?
La tricotillomania rientra nella sfera della patologia ossessivo compulsiva e [Continua]

feb febbraio 8 2015 15

Quanto dovremmo dormire per stare bene? Per ogni eta' il giusto sonno

  • 8/02/2015

Quanto dovremmo dormire per stare bene? A dirlo con precisione sono le nuove linee guida della National Sleep Foundation, ente no profit che negli Usa si occupa della promozione del sonno nell'ambito di un corretto stile di vita e che ha stilato sulla rivista Sleep Health una tabella con il numero di ore consigliate in base all'età.

Ecco, tappa per tappa della vita, quanto e' raccomandato dormire.

Neonati 0-3 mesi: sonno raccomandato dalle 14 alle 17 ore, appropriato 11-13 ore e fino a 18-19 ore, non raccomandato al di sotto delle 11 ore e al di sopra delle 19. Dai 4 agli 11 mesi: sonno raccomandato dalle 12 alle 15 ore, appropriato 10-11 ore o 16-18 ore, non raccomandato meno di 10 ore e più di 18. 1-2 anni: sonno raccomandato dalle 11 alle 14 ore, appropriato 9-10 ore e fino 15-16 ore, non raccomandato meno di 9 ore o più di 16. 3-5 [Continua]
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