Questo sito web utilizza i cookie

Utilizziamo i cookie per personalizzare la tua esperienza utente e per studiare come viene utilizzato il nostro sito web. Se continui ad utilizzare questo sito web, accetti il nostro utilizzo dei cookie.
 Ulteriori informazioni
Stai visualizzando i post con il tag genitori (Mostra tutti)
mag maggio 20 2017 17

Angela Marchese

Mio figlio adolescente si taglia. Cutting e autolesionismo


Il cutting, ovvero tagliarsi su braccia e gambe con oggetti appuntiti come coltelli, lamette, pezzi di vetro, lattine usate, rappresenta l’ultima frontiera dell’autolesionismo giovanile. Si stima che circa il 10% dei teenager tra i 13 e i 16 anni facciano ricorso al cutting, dunque oltre 200mila adolescenti, di questi il 90% sono femmine e spesso utilizzano i social network come vetrina di esposizione e richiesta di aiuto. Negli ultimi anni il fenomeno di emulazione attraverso i social è aumentato del 30%.

Come spiega lo psichiatra Charmet, con una grande esperienza clinica tra i giovanissimi: "Tagliarsi è un rito ipnotico e catartico. Il coltello che scava nella pelle, la vista del sangue, il batuffolo d'ovatta che si macchia, la ferita che diventerà una cicatrice e dunque un trofeo. Può essere la rabbia contro un'ingiustizia subita, un rifiuto [Continua]

feb febbraio 24 2017 17

Genitori troppo presenti e protettivi fanno male ai figli

  • 24/02/2017

"Stai attento, non prendere freddo"; "Mi raccomando vai piano"; "Fammi uno squillo quando arrivi"; "Stai bene? Tutto a posto?"; "Non andare in giro col buio"; "Con chi esci? Dove vai? Cosa fai?". Se queste frasi fossero pronunciate una volta ogni tanto, non ci sarebbe nulla di male. Parlerebbero di un genitore che si interessa della vita e della sicurezza del proprio figlio.
Il problema sorge quando frasi simili vengono espresse in modo continuo, quasi ossessivo, non solo a figli piccoli, adolescenti, ma anche a giovani adulti che già lavorano, o vanno all'università e magari stanno mettendo su famiglia. In tal caso rivelano un genitore apprensivo, che vive la crescita del figlio (la sua progressiva autonomia, il suo andare nel modo, l'ampliamento delle sue relazioni) in modo angosciante: vede pericoli ovunque, li vede enormi, imminenti, pronti a colpire e [Continua]

set settembre 23 2016 16

La Dislessia Evolutiva

  • 23/09/2016

Comincia un nuovo anno scolastico e genitori e insegnanti si trovano a fronteggiare nuovi programmi e nuove difficoltà legate all'apprendimento degli studenti. Scarsa motivazione, difficoltà a studiare, difficoltà nella lettura, nella scrittura o nella matematica sono alcune tra le lamentele più frequentemente riscontrate, spesso erroneamente attribuite a problemi emotivi o relazionali, ad un approccio sbagliato di genitori o insegnanti, oppure a scarso impegno da parte dell’allievo che, con più esercizio, potrebbe migliorare. Non sempre questa risulta essere la lettura più appropriata, in molti casi la spiegazione di tali sintomi va ricercata nella manifestazione di un disturbo specifico dell’apprendimento DSA, come la dislessia evolutiva. Di seguito forniamo alcune indicazioni utili ad identificare precocemente i segnali della dislessia e ad intervenire efficacemente per [Continua]

ott ottobre 27 2015 15

Angela Marchese

Rifiuto della scuola e fobia scolare


La fobia della scuola è una condizione di disagio che si manifesta con il rifiuto da parte del bambino o dell’adolescente di andare a scuola. Il bambino può riuscire ad andare a scuola la mattina e poi chiedere di chiamare i genitori per farsi riportare a casa, dopo poche ore. Oppure comincia ad agitarsi già nel momento in cui deve uscire da casa: piange, urla, supplica i genitori di non essere portato in classe.

La fobia scolare esordisce in infanzia intorno ai 5-6 anni, oppure in bambini di età compresa tra i 10-11 anni, mentre in adolescenza può verificarsi tra i 12 e i 15 anni, per lo più negli anni scolastici di passaggio. La sua insorgenza sembra spesso immotivata in quanto si tratta, nella maggior parte dei casi, di ragazzi intelligenti e studiosi con buona resa scolastica.

Quali sono i sintomi:

ansia elevata nel momento in cui il bambino esce [Continua]
ott ottobre 22 2013 13

Le 7 regole d'oro per educare i bambini

  • 22/10/2013

Giovanni Bollea (Cigliano, 5 dicembre 1913 – Roma, 6 febbraio 2011) è stato uno psichiatra e medico italiano, padre della moderna neuropsichiatria infantile (NPI). Fu fondatore e direttore dell'Istituto di neuropsichiatria infantile a Roma e primo presidente della Società italiana di neuropsichiatria infantile, nonché promotore di innumerevoli iniziative a favore dell'infanzia. Riferendosi a lui Gabriel Levi diceva: "Pensava che bisognasse saper lavorare con i genitori, dicendo loro la verità, aiutandoli e facendosi aiutare da loro [...].

Ecco quindi alcune sue indicazioni sempre valide nel rapporto educativo con i propri figli.

Dategli meno. Hanno troppo, non c’è dubbio. Il consumismo fa scomparire il desiderio e apre le porte alla noia. Quella che conta è l’intensità, non la quantità di tempo passato con i bambini. I primi venti minuti del [Continua]
MADE BY KAPPERO.it WITH