Diminuzione della forza di volontà e incapacità a prendere decisioni. E' uno dei sintomi della depressione.
Vedi anche: DepressioneDisturbo del movimento caratterizzato da incapacità di rimanere fermi, accompagnato da intensa inquietudine anche interiore; è un sintomo incluso in quella che viene identificata come Sindrome Extrapiramidale da neurolettici.
Vedi anche: NeuroletticoPaura intensa dei luoghi elevati (ponti, viadotti, seggiovie, ecc.) caratterizzata da un'angosciante sensazione di precipitare nel vuoto.
In italiano: Passaggio all'Atto. Indica l'espressione di sentimenti, desideri o impulsi attraverso un comportamento incontrollato e apparentemente noncurante delle eventuali conseguenze personali e sociali, per sè e per gli altri.
Vedi anche: Borderline
Menomazione nella comprensione o nella trasmissione delle idee attraverso il linguaggio in ogni sua forma, come la lettura, la scrittura o il linguaggio parlato. È dovuta ad una lesione o ad una malattia dei centri cerebrali implicati nel linguaggio.
L’Agorafobia (letteralmente "paura degli spazi aperti") ha come caratteristica essenziale una intensa paura di essere soli o di trovarsi in luoghi pubblici dai quali, nel caso di un improvviso malore, la fuga può essere difficile o l’aiuto non disponibile. Le situazioni più comunemente evitate includono l’essere nella folla, per esempio in una strada, o in un negozio affollato, oppure il trovarsi in tunnel, sui ponti, sugli ascensori o su un mezzo pubblico. Le attività normali vengono sempre più ridotte man mano che le paure o i comportamenti di evitamento delle situazioni temute dominano la vita dell’individuo. Spesso l‘agorafobico, uscendo di casa, vorrebbe essere accompagnato da un membro della famiglia o da un amico. L'agorafobia può ritrovarsi come sindrome a sè stante oppure in associazione con il disturbo di panico.
Vedi anche: Ansia da anticipazionePercezione priva del corrispondente stimolo esterno, che il soggetto tuttavia ritiene esistere realmente. Le allucinazioni possono riguardare ogni ambito sensoriale, ma le più comuni sono quelle uditive (ad es. sentire voci o rumori che non esistono) e visive (ad es. vedere animali o cose inesistenti).
Vedi anche: SchizofreniaTermine che indica limitazioni nella fluidità e produttività del pensiero e dell'eloquio. Compare nei disturbi psicotici.
Perdita più o meno duratura, anche totale, della memoria.
Incapacità di provare piacere in attività in precedenza ritenute piacevoli. E' frequente nella depressione
Sensazione penosa di malessere profondo determinata dall'impressione diffusa di un pericolo vago e imminente, davanti al quale ci si trova inermi e impotenti. Tale stato si accompagna a disturbi di carattere somatico: palpitazioni, sensazione di soffocamento, 'nodo alla gola', dolori di diverso tipo, vertigini.
L'anoressia rientra nel quadro dei Disturbi dell'Alimentazione, ed è caratterizzata dal rifiuto del cibo per una intensa paura di acquistare peso e per il forte desiderio di avere un corpo esile, che può portare a grave deperimento fisico. La perdita di peso può essere ottenuta, in alcuni casi, attraverso la dieta, il digiuno, o l'attività fisica; in altri, mediante il vomito autoindotto o l’uso inappropriato di lassativi o diuretici.
L'ansia è una complessa combinazione di emozioni che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno. Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore.
I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo. Può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, o a disturbi psichiatrici.
L'ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un'emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza.
Detta anche ansia anticipatoria, trattasi dello stato di preoccupazione che prepara la persona ad affrontare una determinata situazione. Diviene patologica quando è così intensa da paralizzare la persona rendendola incapace di reagire. La sua forma disfunzionale può colpire, per esempio, chi soffre di attacchi di panico, nel momento in cui la paura di subire un attacco blocca il normale funzionamento della persona.
E' un tipo di ansia che nasce dalla paura di non essere all'altezza di un compito o di una attività e di essere giudicati negativamente da altre persone. Può verificarsi per esempio prima di affrontare un esame o di intraprendere un rapporto sessuale con un'altra persona.
La caratteristica principale del disturbo è l'ansia eccessiva manifestata dal bambino quando si deve separare da qualcuno della famiglia a cui è profondamente legato. Tale stato di ansia si manifesta ogniqualvolta il bambino viene lasciato solo, causando paure irrealistiche e persistenti riguardo al verificarsi di eventi catastrofici che lo possano separare per sempre dai genitori.
Riferito ad uno stimolo o ad una sensazione che genera ansia.
Farmaco che riduce l'ansia, detto comunemente tranquillante.
Psicofarmaci che innalzano il tono dell'umore. Hanno questo nome poiché vengono impiegati soprattutto nel trattamento della depressione.
Psicofarmaci, conosciuti anche come neurolettici, che hanno la funzione di tranquillizzare la persona che soffre di disturbi psicotici senza alterare la coscienza.
Incapacità di un individuo di integrarsi in maniera adeguata nel contesto socioculturale in cui vive, col quale entra ripetutamente in conflitto trasgredendone norme etiche e sociali, senza peraltro provare sentimenti di colpa o rimorsi.
Stato di indifferenza verso il mondo circostante. Significa letteralmente "privo di passione".
Perdita della capacità di produrre movimenti volontariamente; chi ne soffre mostra difficoltà a produrre su richiesta delle risposte che può invece produrre facilmente quando non ci pensa.
Incapacità di riconoscere gli oggetti attraverso il tatto, non attribuibile a una compromissione sensoriale o al ritardo mentale.
Perdita parziale o completa della coordinazione del movimento muscolare volontario.
L'attacco di panico è una crisi acuta ed improvvisa di ansia che provoca apprensione, sensazione di morte imminente, paura di perdere coscienza o il controllo di sé stessi.
Gli attacchi di panico possono essere provocati da una determinata situazione ansiogena, ma il più delle volte si manifestano "a ciel sereno" senza alcuna correlazione con fattori ambientali esterni.
Durante un attacco di panico possono presentarsi vari sintomi, come: tachicardia (aumento della frequenza dei battiti del cuore); sudorazione; tremore; dispnea (difficoltà di respirazione) o sensazione di soffocamento; tremori; parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio); brividi o vampate di calore; nausea; derealizzazione o depersonalizzazione.
Disposizione relativamente costante di una persona a rispondere in certi modi particolari alle situazioni della vita. Prende origine dalle esperienze passate che in qualche modo guidano o comunque influenzano il comportamento.
Chiusura parziale o totale dei rapporti affettivi e relazionali con l'esterno, e conseguente ritiro in sé stessi e nel proprio mondo interiore.
Presa di coscienza delle proprie caratteristiche cognitive, emotive e relazionali e delle proprie risorse.
Convinzione della propria capacità di fare una certa cosa, di raggiungere un certo livello di prestazione. Le convinzioni di efficacia influenzano il modo in cui la persona pensa, trova delle fonti di motivazione personale e agisce. La persona con un senso di autoefficacia alto ha un pensiero positivo, è motivata, sceglie obiettivi notevoli e ottiene risultati più soddisfacenti di chi ha un senso di autoefficacia basso e percepisce in modo negativo le proprie possibilità.
Valutazione che una persona dà di se stessa, la quale dipende da come essa si percepisce in rapporto agli altri. Una persona che ha bassa autostima, per esempio, tende a svalutare se stessa e le proprie capacità.