Recenti notizie riportano dati sul consumo di droghe in Europa.La cocaina vede sempre più aumentare la sua attrazione e resta di gran lunga la sostanza stupefacente più popolare, l'eroina torna a essere in auge, mentre per la cannabis si conferma soprattutto tra i giovani un calo di interesse, anche se non nell'uso quotidiano. E' questo il quadro dell'evoluzione del fenomeno droga in Europa, che emerge dalla Relazione annuale 2009 dell'Osservatorio europeo delle droghe (Oedt), di recente presentato a Bruxelles. Circa 13 milioni di europei hanno provato la cocaina nella loro vita, e di questi, 7,5 milioni sono giovani (15-34 anni) di cui 3 milioni l'hanno usata nell'ultimo anno. L'Italia si conferma tra i Paesi a più forte consumo insieme a Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito.
Cosa implicano questi dati? Cosa è la dipendenza da sostanza? Come mai le persone assumono droghe? Come cambiare? Riportiamo qui una riflessione essenziale e introduttiva su uso, abuso e dipendenza da sostanze stupefacenti, vecchie e nuove, legali e illegali.
Con il termine dipendenza da sostanza o tossicodipendenza si definisce la condizione di chi fa un uso reiterato e compulsivo di sostanze psicotrope (droghe) a dosi crescenti o costanti per avere temporanei effetti benefici soggettivi, la cui persistenza è legata alla continua assunzione della sostanza, con conseguenze nocive per l'individuo e la società.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la tossicodipendenza come una “malattia cronico recidivante” generata dall’uso/abuso di sostanze psicoattive, legali ed illegali (es. eroina, cocaina, alcol, ecstasy, tabacco, sedativi, ecc.), in grado di procurare dipendenza fisica e/o psichica. Droghe diverse producono effetti diversi, anche per ciò che riguarda il tipo di dipendenza e i rischi da essa prodotti.
Le caratteristiche della dipendenza da sostanza sono:
Perché le persone assumono droghe?
Il significato di tale comportamento risponde a bisogni estremamente diversificati; va visto in stretto rapporto con la storia personale di ogni individuo, con la fase di vita in cui si verifica, in relazione al contesto in cui si attua, alla cultura in cui si inserisce.
Il potere di attrazione che le droghe esercitano sulle persone è strettamente collegato alle credenze e alle aspettative che esse hanno, ad un dato momento, rispetto ai loro possibili effetti. Alla sostanza, cioè, è attribuita la funzione di fornire qualche tipo di risposta, per lo più immediata, a bisogni e desideri personali che possono riguardare diversi ambiti. Così ad esempio una droga può essere assunta per modificare o alterare gli stati di coscienza, per espandere i livelli di consapevolezza personale, per sperimentare sensazioni intense e inusuali, per ricercare una dimensione altra da quella della quotidianità. Può ancora essere identificata come un mezzo che consente di semplificare, migliorare e rendere più intense le relazioni con gli altri, favorendo comportamenti più sciolti, disinibiti, socievoli o per facilitare sentimenti di fusione nei confronti di un gruppo di ampie dimensioni. Può rendere più soddisfacente l’immagine di sé favorendo sentimenti di maggior efficacia e controllo personale, rafforzando l’autostima, attenuando autovalutazioni negative, o addirittura, favorendo la definizione dell’identità. Può inoltre simboleggiare il passaggio a una nuova fase di vita, costituire una sfida, facilitare esperienze di similarità e di appartenenza, o rappresentare un mezzo per fronteggiare emozioni spiacevoli ed esperienze personali di disagio.
In altri termini la persona dipendente cerca nella sostanza l’appagamento immediato e totale a un bisogno, senza poter aspettare, senza poter capire, senza poter tollerare il lasso di tempo necessario a trovare una soluzione diversa. Fugge altrove perché quella è l’unica strategia che conosce e lo fa ogni volta che una situazione intollerabile si presenta.
La persona con dipendenza non ha una malattia, manca di alternative. Spesso non sa cosa fare con le sue emozioni perché non le conosce, non le sa leggere, non le sa descrivere e naturalmente non le sa condividere, canalizzare o trasformare in progetto. Ha difficoltà ad essere propositiva perché per esserlo occorre saper ascoltare ciò che sente e poterlo realizzare. La realizzazione, a volte implica il conflitto. Reggere il conflitto significa entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle di un’altra persona, e questo è causa di sofferenza.
Esiste un rapporto diretto tra la droga e la sofferenza che c’era – come c’è sempre – già prima della dipendenza, e che sussiste anche dopo: è il dolore infatti ad agevolare l’incontro con la droga e a mantenere la tossicodipendenza.
Superare la dipendenza
Per cambiare occorre lasciar emergere quei bisogni, poterli esprimere, potersene appropriare con la certezza che se ne può uscire. Il segreto è poterne parlare, magari con un esperto. Poterne parlare significa poter guardare i propri vissuti insieme a chi li può tollerare. Significa potersi comprendere e poter trovare la possibilità di padroneggiare le proprie scelte. Poterne parlare significa scoprire che non si è vittima, e che si può riuscire a scegliere. Tutto questo richiede un atto di coraggio, uscire dalla comoda posizione di chi non vuol vedere. Tutti possono contribuire a smascherare un fenomeno che rischia di peggiorare: insegnanti, genitori, compagni, amici possono accorgersi che c’è in quella persona come un bisogno non detto, e da sola non ce la fa. Se quel bisogno può essere condiviso può trovare un via d’uscita.
Qualsiasi strumento terapeutico può essere efficace soltanto se si fonda sul superamento del dolore che sta a monte e non solo a valle della dipendenza: capirlo è l’unico modo per non sprecare risorse ed energie in tentativi inutili.
Pubblicato su ILNOLANO.IT
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