Il tradimento ancora oggi rappresenta uno degli aspetti più delicati della relazione umana. Il termine tradimento deriva dal latino tràdere, che significa “dare, affidare, consegnare”. In generale, indica il venir meno alla fede data, in senso più esteso, significa rivelare inopportunamente; in senso figurato venir meno a qualcuno, mancargli.
Molte sono le forme secondo cui il tradimento può manifestarsi: esistono grandi e piccoli tradimenti, tradimenti intollerabili e tradimenti “innocenti” e talvolta un unico tradimento può contenere molti altri di diversa natura. L’adulterio per esempio, ne racchiude varie forme: venir meno ad un impegno, deludere la fiducia e le aspettative, tradire l’intimità, rompere un patto.
All’interno della coppia il tradimento dà l’avvio ad una frattura che modifica l’andamento e i significati dello “stare insieme”. Le premesse su cui si fonda una relazione impegnata - stabilità, sicurezza, fiducia, progetto comune, continuità, certezze costruite insieme - sono fortemente minacciate. Il tradimento si presenta quindi come un evento del tutto inatteso, in seguito al quale i rapporti tra traditore e tradito e l’immagine individuale, non saranno più gli stessi, ma verranno ridefiniti in base a quell’evento.
Chi lo subisce prova le più diverse emozioni: rabbia, tristezza, umiliazione, smarrimento, malinconia, depressione, smette di mangiare, rifiuta il contatto con gli altri e con il mondo esterno. Il partner attribuisce all’altro degli atteggiamenti irrazionali, la comunicazione diventa problematica, caotica e incomprensibile, il traditore diventa uno sconosciuto. Al contrario, chi tradisce, seppure spesso tormentato dai sensi di colpa, vive una sensazione di benessere, caratterizzato da forti emozioni e pulsioni che tendono a ripetere l’amore adolescenziale: tutto è di nuovo bello intorno a sé, si sente più giovane, qualunque sia l’età reale, oltre che attraente, desiderabile.
Ma perché si tradisce?
Il tradimento avviene sempre, o quasi sempre, quando la coppia è già in crisi, quando non c’è più (o non c’è mai stata) vicinanza emotiva, quando non si comunica più in modo autentico, quando si diventa estranei l’uno all’altro. In realtà non esistono “vittime innocenti” e “vili traditori”, ma il tradimento avviene tra due persone che sono entrambe coinvolte nella genesi della situazione extraconiugale, segnale, quest’ultimo, di un disequilibrio emozionale della coppia.
I sintomi di stress all’interno della coppia, a volte possono manifestarsi anche prima della crisi conclamata e il tradimento può diventare quindi l’esito finale di un disagio presente già da tempo.
I fattori in grado di contribuire alla rottura sono diversi e dipendono dalla storia della coppia, dal contesto di vita, dalla personale capacità di tollerare lo stress o risolvere i problemi, dalla fase della vita che si attraversa. Possiamo considerare alcune modalità relazionali che possono contribuire, nel tempo, all’allontanamento emotivo tra i partner e al tradimento, quali:
- la tendenza a lasciare i conflitti aperti e irrisolti;
- la rinuncia al contatto con sé e alle proprie esigenze personali allo scopo di dare vita ad un’unione ideale che, in apparenza, risulta “perfetta”;
- l’evitamento dei conflitti o del disaccordo perché si è convinti che possano logorare il rapporto;
- l’insoddisfazione protratta nei rapporti sessuali che vengono vissuti come poco gratificanti o assenti;
- l’evitamento della vicinanza emotiva che, di conseguenza, ostacola la condivisione, la complicità e favorisce l’alienazione dalla vita di coppia;
- l’assenza di solidi confini che preservino la coppia da interferenze esterne (amicali o familiari);
- l’assenza di specifici spazi e tempi che appartengano solo alla coppia, lontani dall’intromissione costante di pensieri rivolti ai figli o al lavoro.
Come reagire?
La scoperta della possibilità di essere traditi o di poter tradire fa parte di un processo di crescita, che consente di poter rivedere le proprie modalità relazionali e di ristabilire l’equilibrio di coppia. Sia nel caso in cui si decida di restare insieme, sia nel caso contrario è importante concedersi uno spazio di contenimento in cui, grazie all’aiuto di un professionista, poter elaborare i sentimenti spiacevoli scaturiti dalla ferita del tradimento e gestire così il delicato momento di crisi.
L'autore H. Jellouschek (2005) propone alcune regole per gestire il tradimento in coppia, come di seguito riportato:
1. I tradimenti sono oggi all’ordine del giorno, sia da parte degli uomini sia da parte delle donne. Le statistiche dicono che il 50% delle persone sposate tradisce il coniuge. Gli interessati vivono il tradimento come un problema grave.
2. La fedeltà resta dunque uno degli elementi fondamentali di un rapporto. I tradimenti non devono essere considerati delle scappatelle, ma anzi essere presi molto seriamente a seconda della loro durata e importanza in quanto indicano lo stato di salute del rapporto e gli eventuali deficit.
3. Sentirsi eccessivamente in colpa ed esprimere giudizi di carattere morale è inutile e impedisce di trovare una soluzione. La ricerca delle cause profonde del tradimento può dare nuova vita al matrimonio.
4. La ricerca di una soluzione soddisfacente richiede tempo. “Se non interrompi immediatamente il rapporto, tra noi è finita”: queste strategie “tutto o niente” peggiorano la situazione. Sopportare per qualche tempo una situazione non chiarita richiede forza e pazienza!
5. Un tradimento può causare uno stress talmente grave in una relazione da richiedere l’aiuto di un professionista – consultorio, terapia individuale, terapia di coppia.
Pubblicato su ILNOLANO.IT
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