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La nascita di un figlio. Crescere insieme serenamente

Un’avventura che richiede alla mamma e al papà, non meno che al bambino stesso pazienza e tanto lavoro in gruppo

Oggi la nascita di un bambino è quasi sempre il frutto di una scelta consapevole e di una precisa programmazione. Quando la decisione di avere un figlio scaturisce dall'amore e dalla fiducia reciproca costituisce il completamento della coppia e una grande gioia per i genitori. Ma la crescita fisica del piccolo, la sua evoluzione armoniosa sono realmente un’avventura che richiede alla mamma e al papà, non meno che al bambino stesso perspicacia e pazienza.

 
La nascita di un bambino cambia i rapporti di coppia

Diventare mamma o papà significa iniziare un’esistenza nuova. Con la nascita di un figlio le precedenti abitudini quotidiane sono stravolte; la nuova responsabilità è grande. Tuttavia rassicuratevi: un bambino non ha bisogno di genitori “perfetti”, bensì di amore, di protezione e di costante presenza.
Si consideri inoltre che, nonostante tutta la retorica che circonda questi argomenti, l’amore per il figlio non nasce di colpo ed è sempre mescolato  anche nella mamma più tenera, a timori, a un senso opprimente di responsabilità, a stanchezza, e anche a un certo rimpianto per le piacevoli abitudini inevitabilmente sospese. Il mestiere di genitore è impegnativo e va imparato. Vediamo di seguito alcune implicazioni dell’essere mamma e papà.

 
Quando la mamma è tutto

Nelle prime ore di cura amorosa che la mamma dedica al piccolo (per cambiarlo, per dargli da mangiare, per guardarlo, per cullarlo) ha inizio la loro stretta relazione. Almeno nei primi 40 giorni, il compito quasi esclusivo di ogni madre, indipendentemente dalla sua situazione, che sia casalinga o che lavori fuori casa, consiste nel prendersi cura del proprio bambino. In principio la mamma è tutto per lui: in lei trova riparo, conforto, appagamento. Dai primi istanti, se è con la mamma, fissa nella sua memoria l’odore del seno, della pelle. Ritrova il suono della voce che gli era familiare già prima di nascere e, se non ci sono troppe interferenze di altri contatti o di altre voci, si tranquillizza al tocco delle sue mani, riconoscendole insieme con le altre sensazioni. Quando il bambino è più grande le cure materne cambiano ma, almeno fino a 2 o 3 anni, sono molto impegnative.

 
Un padre protettivo e presente

Un papà sensibile e affettuoso vuole essere partecipe dell’intensa relazione iniziale che si svolge sotto i suoi occhi, ma a volte non sa come fare, che cosa fare. Presto si confronta con le proprie nuove emozioni, che nascono dall’esclusione temporanea dal simbiotico rapporto madre-bambino, dal sentimento confuso di gelosia davanti all’invadenza del neonato. Non sempre riesce a dominare il desiderio di riavere la compagna per sé, di fronte a questo essere del tutto nuovo, indifeso, bisognoso di massima protezione, e a questa madre che va scoprendo un altro modo di sentirsi donna. Situazione non facile per entrambi, che esige tempo e reciproca pazienza per essere rasserenata. E bisogna parlarne per non soccombere ai nuovi sentimenti e non creare malintesi.

 
La coppia cuore della famiglia

La nascita dei figli arricchisce il rapporto di coppia, ma lo mette anche alla prova. Può accadere che la mamma o il papà si lascino assorbire troppo dal nuovo ruolo di genitori, rischiando di investire tutta la loro affettività solo sul figlio. Il papà e la mamma dovrebbero invece continuare ad essere un uomo e una donna con interessi da condividere e che non si esauriscono esclusivamente in quelli del nuovo ruolo di genitori.

E’ inoltre importante che la coppia dialoghi, esprimendo eventuali timori, difficoltà e perplessità legati al nuovo ruolo di genitori. E’ di estrema importanza che la coppia ricavi degli spazi soltanto per sé, non solo per l’equilibrio dei due partner, ma anche per quello del loro figlio. Infatti i bambini, anche molto piccoli, percepiscono la qualità del rapporto che esiste tra i genitori, anche nei suoi aspetti meno evidenti; ecco perchè il clima familiare può essere sereno solo se tutti i membri della famiglia raggiungono un ragionevole appagamento dei propri bisogni e desideri.

 
Il sole non splende tutti i giorni

Le famiglie dove regna l’accordo perfetto esistono soltanto nel mondo illusorio della pubblicità. I contrasti d’opinione, le discussioni e i litigi fanno parte della vita e aiutano a maturare. Naturalmente i contrasti sono più sopportabili quando se ne spiegano subito, e in tono pacato, le ragioni, così da giungere ad un punto di incontro che soddisfi tutti. E’ bene che il piccolo non sia coinvolto durante i bisticci, non deve mai essere il testimone, né il giudice, né tanto meno l’alleato dell’uno o dell’altro. Deve soltanto sapere e sentire che non è lui, in alcun modo, la causa del disagio. Una volta chiarite le cause del litigio al proprio figlio bisognerà farlo assistere il più rapidamente possibile ad una riappacificazione. Questi episodi, se saltuari, possono – contrariamente a quanto si può pensare – contribuire alla crescita del bambino, perché gli insegnano che il disaccordo tra persone può essere superato.

 
Ogni tanto ancora da soli

E’ bene che la coppia riesca a ricavare del tempo solo per sé, da vivere in tutta tranquillità, ad esempio per fare acquisti, trascorrere un pomeriggio con gli amici, andare in piscina, al cinema, ad un concerto. Queste ore “libere” (anche se poche) servono a dare nuovo impulso al rapporto, permettono ai due genitori di distanziarsi dalle consuete e logoranti preoccupazioni quotidiane. Cercate dunque una persona fidata che ogni tanto vi possa sostituire, per esempio i nonni, i quali spesso sono ben felici di occuparsi dei nipotini. Potete anche mettervi d’accordo con altre mamme o papà cui affidare, a turno, la sorveglianza dei bambini. Tante volte ci vuole poco per risolvere un problema: basta pensarci e cominciare a sperimentarsi.

Pubblicato su ILNOLANO.IT del 28/10/2009 - Rubrica "Spazio Psicologia" a cura di Dr.ssa Angela Marchese

 



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