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Trauma e cancro. Quale sostegno per i pazienti oncologici

Ogni momento della vita legato una diagnosi di tumore e alle successive fasi di cura comporta una profonda situazione di stress e di emozioni spiacevoli, riconosciamo per questo nella patologia oncologica un evento traumatico che può strutturare un Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) (APA, 1994).

Ogni momento della vita che si accompagna a una diagnosi di tumore e alle successive fasi di cura comporta una profonda situazione di stress e di emozioni spiacevoli al punto che già nel 1994 l’American Psychiatric Association ha riconosciuto nella diagnosi di patologia oncologica un evento traumatico che può strutturare un Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) (APA, 1994).

La malattia oncologica è uno tra gli eventi traumatici che possono colpire la persona nella sua identità. L’impatto emotivo sperimentato al momento della diagnosi di tumore è destabilizzante, contraddistinto da un forte senso d’impotenza, paura e angoscia, disperazione, frustrazione, rabbia e confusione. A questi stati si possono associare condizioni psicopatologiche quali disturbi d’ansia, disturbi dell’adattamento, disturbo da stress post traumatico. Se è vero che la malattia fisica può generare un’importante sofferenza psicologica, altrettanto vero è che la mente umana può influenzare i processi fisiologici andando ad intervenire sui circuiti che regolano le risposte endocrine allo stress.

Come il tumore influisce sulla nostra qualità di vita

Il tumore cambia radicalmente le nostre abitudini, influenza i nostri rapporti sociali, condiziona pesantemente il nostro senso del futuro,mette a dura prova non solo il fisico, ma anche la psiche creando situazioni di stress emotivo così forti che possono condizionare negativamente il decorso della malattia. Per questo comprendere a fondo qual è l’impatto della malattia e delle conseguenti terapie sull'esistenza è un punto fondamentale per garantire alla persona ammalata e ai suoi familiari una migliore qualità di vita e un’ assistenza ottimale.

L'intervento psicoterapeutico in ambito psiconcologico si avvale di modalità ed orientamenti psicoterapeutici diversi. In questi ultimi anni l'EMDR è risultato essere un metodo molto efficace in ambito psiconcologico che può essere utilizzato sia sul singolo soggetto, sia sui nuclei parentali e terapeutici (personale medico e operatori socio sanitari).

Il metodo EMDR in Psiconcologia

L’innovativo metodo psicoterapeutico EMDR (acronimo inglese per “Eye Movement Desensitization and Reprocessing”, che significa “Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso Movimenti Oculari”) consente di rielaborare i ricordi traumatici. La ricerca scientifica sull'EMDR ha stabilito che è un trattamento supportato empiricamente ed evidence-based per il trattamento del Disturbo Post-Traumatico da Stress (2013).
In ambito psiconcologico l’intervento è personalizzato in risposta ai bisogni individuali ed in relazione agli stadi della malattia. Il metodo EMDR, integrato con tecniche specifiche, consente di rielaborare sia i vissuti e le esperienze connessi alla malattia, ma anche le esperienze traumatiche pregresse relative alla vita personale.

La persona è sostenuta nella gestione dei ricordi associati al cancro, delle criticità contingenti e nella preparazione al futuro. Le criticità si riferiscono al momento dello screening; alla diagnosi e alla pianificazione del trattamento oncologico; all’intervento; alle terapie quali: radioterapia, chemioterapia, terapia ormonale; alla remissione; al possibile ritorno della malattia; alla  fase terminale o alla riformulazione identitaria in caso di sopravvivenza.
In altri termini il lavoro psicoterapeutico con l’EMDR migliora sia la gestione di ansia e paura sia lo stato depressivo tipico della malattia.

L’EMDR, con l’insegnamento di tecniche di rilassamento e l’istallazione di risorse, aiuta il paziente a trovare sollievo dai sintomi di carattere fisico e aumenta la tolleranza ai trattamenti medici. Si possono incentivare tecniche per migliorare la qualità del sonno, il senso di affaticamento, il dolore e la nausea. Permette, inoltre, un miglioramento delle capacità di problem-solving e delle abilità personali. Vengono quindi rafforzate, nel paziente e nell'ambiente familiare sia la capacità di far fronte in maniera positiva alla malattia, sia la capacità di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi a tale difficoltà.  La persona malata diventa più consapevole e capace di reagire allo stress, rafforzando le risorse personali e favorendo il miglioramento del decorso della malattia.

Come funziona la Terapia EMDR

A differenza degli altri metodi terapeutici, l’EMDR è di breve durata. In Italia sono stati effettuati numerosi studi di neuroimaging per valutare i correlati neurali di una terapia con EMDR, da cui sono risultati effetti neurobiologici sulle funzioni cerebrali.
E’ stato riscontrato un cambiamento significativo nell'attivazione delle aree cerebrali, dopo la terapia con EMDR, da regioni limbiche con una valenza emotiva elevata a regioni corticali con una valenza associativa. Questo offre una base neurobiologica forte nel trattamento EMDR. (Pagani, 2012). L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell'agosto del 2013, ha riconosciuto l'EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.

Bibliografia: Faretta E. (2014), Trauma e malattia. L'EMDR in psiconcologia, Mimesis

Pubblicato su Tablò, Giornale di Acerra, Maggio 2018



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